Roma, 21 set – La Cina ritiene “che la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi dovrebbero essere rispettate, gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite dovrebbero essere rispettati, le legittime preoccupazioni in materia di sicurezza di tutti i Paesi dovrebbero essere prese sul serio e tutti gli sforzi volti alla risoluzione pacifica delle crisi dovrebbero essere sostenuti”. E’ quanto dichiarato oggi da Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese, durante la conferenza stampa quotidiana.

La Cina chiede il cessate il fuoco. Le parole di Wang Wenbin

Parole importanti che arrivano dopo il discorso alla nazione di Vladimir Putin e che rispondono nello specifico a una richiesta di commento dell’agenzia stampa russa Tass sui referendum annunciati dal Cremlino – previsti dal 23 al 27 settembre – per l’annessione alla Russia delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, nonché delle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhia. Il portavoce del ministro degli Esteri di Pechino, ha specificato poi che la posizione della Cina sulla questione ucraina è “coerente, chiara” e “resta invariata” dall’inizio del conflitto. Wang Wenbin ha ribadito inoltre che tutti gli sforzi volti ad agevolare “la risoluzione pacifica della crisi, devono essere sostenuti”.

La Cina ha intenzione di continuare a collaborare con la comunità internazionale per rivestire “un ruolo costruttivo” nell’allentamento delle tensioni in Ucraina, chiedendo al contempo rispetto per gli scopi e i principi cardine della Carta delle Nazioni Unite. “La Cina fa appello alle parti interessate affinché risolvano il problema attraverso il dialogo e la negoziazione, trovando una soluzione che soddisfi le legittime preoccupazioni di ogni parte in causa il ​​prima possibile. È nostro auspicio che la comunità internazionale crei le condizioni” perché ciò si verifichi, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri cinese.

L’arbitro cinese

In sostanza la Cina sta chiedendo l’immediato cessate il fuoco a Russia e Ucraina, con l’apertura di negoziati volti al ripristino della pace nell’area in questo momento più calda del mondo. La posizione di Pechino è senz’altro coerente, come precisato da Wang Wenbin, ma appare allo stesso tempo come un avvertimento a Mosca (della serie: fermatemi o non vi appoggeremo) e un tentativo di ergersi ad arbitro tra le parti in guerra. Una mossa insomma che ben evidenzia il modus pensandi cinese, sempre molto attendista. Su questo giornale abbiamo tentato di spiegarlo più volte, anche con un apposito speciale:

Leggi: “La Cina non gioca a scacchi”: l’aggiornamento dello speciale del Primato sulla guerra

E proprio la scorsa settimana, in occasione del faccia a faccia tra Putin e Xi Jinping a Samarcanda, abbiamo ribadito che a nostro avviso l’abbaglio più grosso che si possa prendere oggi è ritenere che la Cina sia in assoluto “schierata” da una parte, se non la propria. Le odierne parole di Wang Wenbin ne sono una conferma e sulla carta aprono nuovi spiragli per trattative al momento altrimenti improbabili. Lo spettro nucleare resta, tuttavia quel che è certo è che Mosca non può fare a meno di Pechino, pena l’isolamento totale a livello internazionale. Ecco perché la Cina ha ora in mano la partita.

Eugenio Palazzini

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