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Roma, 13 set – Il Regno Unito dice no al green pass e a breve toglierà pure la legislazione di emergenza. Il governo guidato da Boris Johnson ha difatti escluso l’ipotesi di introdurre il certificato verde. Motivo? Le autorità britanniche considerano del tutto inutile “fare qualcosa tanto per farla”. A usare questi termini nei confronti dell’adozione del green pass è il ministro della Sanità, Sajid Javid, secondo il quale il lasciapassare non avrebbe senso neppure in forma più limitata rispetto a quello introdotto in Francia e in Italia.



Perché il Regno Unito (Scozia a parte) dice no al green pass

La scelta del Regno Unito è stata annunciata ieri ed è arrivata a sorpresa, se non altro considerando quanto precedentemente annunciato dai media che davano per scontata l’imposizione dell’obbligo di green pass o almeno di un test Covid negativo per l’accesso a locali notturni ed eventi affollati (concerti, manifestazioni sportive e spettacoli vari. Soltanto la Scozia, tra le 4 nazioni del Regno Unito, ha deciso di adottare il certificato verde a partire dal primo ottobre.

“Sono lieto di poter dire che non andremo avanti su questa strada”, dice il ministro della Sanità britannico relativamente all’idea di introdurre il green pass. Javid fa notare poi che in altri Paesi Ue il green pass è stato introdotto essenzialmente per incoraggiare i cittadini a vaccinarsi. Cosa a suo avviso del tutto superflua in Gran Bretagna, dove a breve si dovrebbe raggiungere l’81% della popolazione over 16 immunizzata con due dosi e circa il 90% con almeno una dose.

Green pass? A Londra non piace a nessuno

Oltretutto, stando ai sondaggi, nel Regno Unito il green pass è decisamente impopolare sia tra gli elettori di destra che tra quelli di sinistra. L’opposizione critica comunque la “marcia indietro” di Johnson, sottolineando però non tanto la necessità di introdurre il certificato verde quanto il metodo adottando sin qui dal governo, giudicato l’ennesimo “ondeggiamento” sulla gestione dell’emergenza sanitaria. D’altronde a livello parlamentare sono stati in particolare i laburisti di Keir Starmer ad opporsi all’estensione del passaporto vaccinale, etichettando il certificato verde come “contrario allo spirito britannico”.

Nessun balzo di contagi

Ma non è tutto, perché come detto a breve – probabilmente già in settimana – il governo di Londra annuncerà la fine della legislazione di emergenza nel Regno Unito. Ciò significa che le autorità britanniche escludono categoricamente di imporre in futuro nuovi lockdown e restrizioni varie. Il governo britannico appare confortato pure dai dati sui contagi in seguito al tana libera tutti annunciato lo scorso 19 luglio.

Leggi anche: Perché il Regno Unito toglie le restrizioni nonostante l’aumento dei contagi

Diversi esperti ipotizzarono addirittura 220mila contagi nel mese di agosto, cosa che fortunatamente nel Regno Unito non è avvenuta.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Ma tanto all’italiano medio interessa aver vinto l’europeo non essere incatenato. Che guardassimo un po di piu come la politica interna ed esterna viene fatto dal regno unito (nel bene e nel male) forse faremo meglio..

  2. Ok, ma basta dire che non hanno bisogno di introdurre il pass perchè oltre 81% della popolazione è già vaccinata, mentre da noi lo sono solo 2 italiani su 3. Forse se avessimo l’80% non serirebbe. COmuque meglio il green pass che chiudere scuole e attività commerciali perchè ci sono terapie in tersive intasate, o no ?

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