Roma, 26 mag – Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, boccia categoricamente il piano di pace italiano. A suo avviso “non è serio”. Valutazione dettata però da quanto emerso, relativamente al piano in questione, sui media internazionali. Perché in realtà Lavrov sostiene che la Russia non lo ha mai ricevuto. Siamo però di fronte a un clamoroso giallo, vediamo perché.

Lavrov: “Mai ricevuto il piano di pace italiano, ma non è serio”

Nessuno ci ha consegnato niente. Possiamo concentrarci solo su speculazioni e descrizioni dell’iniziativa del piano di pace dell’Italia che appaiono sui media”, ha detto il ministro russo. Per poi definire la proposta “non seria”, con un chiaro riferimento all’omologo Di Maio. “A quanto ho capito, nella proposta si dice che la Crimea e il Donbass dovrebbero far parte dell’Ucraina con un’ampia autonomia. Ebbene, politici seri che volessero ottenere risultati, e non fossero impegnati solo nell’autopromozione davanti al proprio elettorato, non formulerebbero tali offerte”, ha dichiarato il leader della diplomazia di Mosca in un’intervista rilasciata a Russia Today.

“Il signor Luigi di Maio“, ha precisato Lavrov, “si è infiltrato in modo attivo nello spazio mediatico e pubblicizza l’iniziativa italiana in quattro punti, ma noi abbiamo solo letto che questa è un’iniziativa che può portare la tanta attesa pace”. Secondo il ministro russo per buona parte dei media occidentali l’iniziativa italiana “non solo può soddisfare Russia e Ucraina, ma anche fornire quasi un nuovo processo di Helsinki, nuovi accordi sulla sicurezza europea” e presumibilmente “è già stata condivisa con i Paesi del G7 e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres”. Ma “non so se questo sia vero o no”, e se lo fosse “susciterebbe rammarico per il livello di comprensione che gli autori di questa iniziativa hanno di quanto sta accadendo (in Ucrain, ndr) e la loro conoscenza dell’argomento, la storia di questo problema”.

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“Lo stiamo valutando, anzi no: mai ricevuto”. Breve storia di un giallo 

Siamo però di fronte a un incredibile giallo sul documento italiano. E’ possibile che la Russia non lo abbia mai davvero ricevuto, vi sono però al riguardo una serie di dichiarazioni contradditorie. Due giorni fa, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha detto che il Cremlino “non ha ancora visto” il piano di pace italiano. Auspicando “che ci venga consegnato attraverso canali diplomatici e familiarizzeremo con esso”. Più drastico l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, che ha bocciato l’iniziativa senza indugio: “L’Occidente ha abbracciato il desiderio di creare ‘piani di pace’ che dovrebbero portare a una soluzione della crisi in Ucraina. E andrebbe bene se si trattasse di avanzare opzioni che almeno in qualche modo tengano conto della realtà. Ma questo è solo un puro flusso di coscienza”. Ieri, Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, ha definito il piano italiano “filosofia da poltrona”, ribadendo “che nessuno del ministero degli Affari Esteri italiano ci ha fornito alcun piano. Sulla base di quanto scrivono sui media, le proposte contenute nel piano annunciato sono così fuori dal contatto con la realtà che sono difficili da prendere sul serio”.

Nessuna contraddizione dunque? La Russia non ha ricevuto il piano e semplicemente lo stronca sulla base di quanto emerso sui media? Può darsi, eppure il 23 maggio il viceministro degli Esteri russo Andrey Rudenko, se ne era uscito così: “L’abbiamo ricevuto da poco, lo stiamo valutando, quando avremo finito di analizzarlo, forniremo una valutazione”. La dichiarazione di Rudenko è ancora presente sul sito dell’agenzia Tass, non è stata rimossa o rettificata.

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Come stanno allora le cose?

Eugenio Palazzini

 

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