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Parigi, 19 lug – La Procura di Parigi ha aperto ufficialmente un’inchiesta nei confronti di Alexandre Benalla, collaboratore del presidente francese Emmanuel Macron. Le accuse, seguite ad un’inchiesta del quotidiano transalpino Le Monde, sono gravi: indossato un casco della polizia, lo scorso primo maggio Benalla aveva aggredito e picchiato un manifestante.
Il fatto è ancora più grave perché, all’epoca, Benalla era responsabile della sicurezza di Macron, ruolo dal quale è stato sospeso per 15 giorni dal 4 maggio per poi essere assegnato ad altro incarico amministrativo. Una coincidenza temporale sospetta: il presidente era già al corrente di quanto accaduto ma ha cercato di nascondere la vicenda?
Domanda per ora senza risposta e con l’aggravante dal fatto che, nonostante il suo comportamento, Benalla è rimasto all’Eliseo con ruoli non di secondo piano, nello specifico la sicurezza interna: lo si vede infatti all’interno dell’autobus che porta la nazionale francese in trionfo dopo la vittoria ai campionati di Russia.
Insorge tutto l’arco costituzionale francese. Da destra a sinistra, l’opposizione è compatta nel richiedere a Macron – che per il momento si è limitato a stigmatizzare il gesto come “comportamento inaccettabile”, trincerandosi per il resto dietro al rifiuto di commentare la vicenda – spiegazioni su quanto accaduto. L’ennesima tegola in testa al presidente, già da tempo in difficoltà e a picco nei sondaggi di gradimento.

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