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iraq special forces on mosulBaghdad, 17 ott – Mosul è sotto una pioggia di fuoco, da questa notte la città del nord dell’Iraq, che l’Isis aveva conquistato il 10 giugno del 2014 dopo sei giorni di combattimenti ed eletto a capitale del Califfato, è stata investita dall’attacco delle forze di sicurezza irachene. L’operazione è stata annunciata dal primo ministro iracheno Haider al-Abadi e rappresenta lo sforzo militare di maggior rilievo in Iraq dal ritiro delle truppe statunitensi nel 2011.

Del possibile intervento si parlava da giorni tanto che, nella giornata di ieri, la televisione di stato aveva diffuso un breve discorso nel quale Abadi era apparso vestito nell’uniforme delle forze d’elite anti-terrorismo, con alti ufficiali militari al fianco e parlando ai cittadini di Mosul aveva dichiarato: “Queste forze che vi stanno liberando oggi hanno un obiettivo a Mosul, che e’ quello di cacciare Daesh -Isis- e assicurare la vostra dignità. Sono li per amore di voi” ha affermato. “Dio volendo, vinceremo“.

L’artiglieria già dall’alba ha quindi cominciato a colpire la periferia di Mosul accompagnata dalle canzoni patriottiche mandate in onda dalla tv di stato dopo l’annuncio dell’avvenuto attacco. Se la liberazione di Mosul si dovesse compiere come auspicato dalle forze di sicurezza irachene, rappresenterebbe il colpo più duro inferto all’Isis fino ad oggi. In linea con questa visione al-Abadi, sul suo sito istituzionale, ha promesso che la battaglia per Mosul segnerà “una nuova fase, che condurrà alla liberazione di tutti i territori iracheni dal controllo dei militanti dell’Isis entro la fine dell’anno”.

Dopo aver preso Mosul il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi era entrato in città instaurando il Califfato islamico che si era esteso, nel momento di massima virulenza, a quasi un terzo dell’Iraq e della Siria. Tuttavia negli ultimi mesi sembra che le forze del Califfato siano in fase di forte contrazione inchiodate ad Aleppo dalle truppe della coalizione anti-terrorismo russo-siriana ed ora sotto scacco in Iraq dove rischiano di perdere la maggiore roccaforte.

Alberto Palladino

1 commento

  1. Non vedo l’ ora che quei cani rognosi dell’ isis siano definitivamente stritolati. Spero che la Coalizione li schiacci e li faccia a pezzi, e li riduca ad implorare pietà.

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