Il Primato Nazionale mensile in edicola

icardi striscioneMilano, 17 ott – Il politicamente corretto, a volte, va incontro a delle strane contraddizioni. Accade, per esempio, che per stigmatizzare una contestazione pacifica si esalti un tizio che si dichiara pronto a rivolgersi alla criminalità organizzata per risolvere banali questioni calcistiche. Ma si sa, tutto fa brodo quando si tratta di criminalizzare gli ultras. Non occorre, peraltro, avere particolare confidenza con il tifo organizzato per capire che nella querelle tra Mauro Icardi e la Curva Nord dell’Inter la ragione è comunque dalla parte di quest’ultima. Ultras brutti, sporchi e cattivi? Può darsi, ma non è un buon motivo per sospendere la logica. La quale dice che è proprio l’attaccante argentino ad essere andato sopra le righe, stavolta. E non è il primo atteggiamento del genere.

Facciamo un riassunto delle puntate precedenti. Icardi, attaccante e capitano dell’Inter, ha da poco pubblicato la sua autobiografia. Già il fatto che un 23enne si metta a scrivere (o a far scrivere) le sue memorie la dice lunga sul grado di mitomania del personaggio, ma diciamo che questo può far parte della società dello spettacolo (in fin dei conti, se l’argentino ha fatto uscire il libro ci sarà qualcuno che gli avrà chiesto di farlo). Nel libro, il giocatore rievoca il momento della contestazione dei tifosi dopo la partita con il Sassuolo, nella precedente stagione. Oltre a fornire particolari smentiti dai tifosi (per esempio il fatto che avrebbe regalato la maglia a un bambino, al quale sarebbe stata sottratta da un capo tifoso), Icardi ricorda di essersi lasciato andare a parole di sfida verso la curva molto pesanti: “Sono pronto ad affrontarli ad uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo”.

Icardi striscioneStrano che i tifosi se la siano presa. Ecco quindi scattare la contestazione, preannunciata da un comunicato in cui la curva chiedeva al giocatore di consegnare la fascia da capitano, improvvidamente assegnata dall’Inter a un tizio che già in passato aveva mostrato di essere quanto meno una testa calda, certo non un uomo-spogliatoio. Sotto casa di Icardi è anche comparso uno striscione: “Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?”. I toni si scaldano, insomma. Ma, nel caso specifico, va detto che i tifosi si sono inizialmente limitati a discorsi sul merito calcistico. È stato Icardi a millantare interventi mafiosi e a minacciare omicidi, facendo salire la tensione.

Ebbene, come reagisce gran parte dei media? Difendendo Icardi e condannando il “calcio ostaggio degli ultras”. Ma stavolta il pistolotto è completamente fuori bersaglio. Gli stessi giornalisti che a ogni partita stanno con l’orecchio teso per misurare il livello di decibel in cui un mugugno di disapprovazione diventa “buu razzista”, ora stanno qui a giustificare un giovane miliardario che postula la legittimità dell’omicidio su commissione per risolvere banali beghe da stadio. Se davvero Mario Balotelli ha messo la testa a posto, forse i media hanno trovato un altro bambino viziato da coccolare. Non sarà nero, ma magari avrà uno zio desaparecido, chissà.

Adriano Scianca

2 Commenti

  1. Di cosa ci si meraviglia? Tra sputi in faccia, sberle e gomitate rifilate vigliaccamente, simuluazioni continue, proteste ad ogni decisione arbitrale quello di Icardi l’ennesimo episodio accaduto in un contesto in cui comportamenti inimmaginabili in qualsiasi altro sport sono la regola, così come la loro impunità.

  2. La cosa più avvilente è la reazione degli interisti extra-curvanord, che hanno preso le difese del giocatore, a conferma del fatto che se idioti come Icardi si fanno scrivere una biografia fondata sul nulla è perchè ci son migliaia di cerebrolesi che lo considerano un tipo giusto. Icardi si è inventato di sana pianta l’episodio del bimbo e ha condito il tutto con questa enorme minchiata dei suoi amici mafiosi che vengono a parargli il culo. L’unico rimprovero che posso fare alla curva nord è di essere troppo educata ed alfabetizzata, a Napoli o a Belgrado col cazzo che faceva il romanzo fantasy (o meglio, se ci provava il giorno dopo doveva farsi la plastica e sparire nella pampa).
    Balotelli è semplicemente scemo, Icardi è un infame. Che i media lo difendano la dice lunga sulle qualità umane dei giornalisti.