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Roma, 27 gen – L’Ue pullula di esperti in economia, think tank e sapienti banchieri. Cerca però disperatamente esperti in politiche agricole. E’ un settore chiave per lo sviluppo degli Stati membri. Dunque servono idee, lunga formazione, capacità analitica e preparazione specifica. Ecco allora che la Commissione europea ha pensato bene di coinvolgere un illustre professore, per dare finalmente una svolta alla riforma della Pac, la politica agricola comune: Greta Thunberg.

Professoressa Greta

Non è uno scherzo. La giovanissima ambientalista svedese è stata davvero interpellata da Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, per assicurarsi che il programma di sovvenzioni agricole dell’Ue sia efficace. E non ostacoli al contempo i piani pensati ad hoc per ridurre le emissioni di carbonio. Parliamo di un programma che vale 48 miliardi di euro all’anno e che Timmermans punta ad attuare al meglio. D’altronde è pure responsabile del Green Deal, evocativa parafrasi del più celebre New Deal di Roosevelt. L’obiettivo è quello di introdurre, entro il 2050, nuove leggi. Sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità e appunto sull’agricoltura. Nulla può essere lasciato al caso, pena il fallimento di una svolta tanto attesa dalle alte sfere di Bruxelles.

Di qui la geniale trovata: telefonare a Greta per chiederle il da farsi. “Ci siamo trovati d’accordo sull’importanza cruciale della Pac per il Green Deal europeo. Nei negoziati la Commissione lavorerà per una politica agricola in linea con le nostre strategie sulla biodiversità e Farm To Fork per contribuire a realizzare il nostro obiettivo di neutralità climatica”, ha scritto su Twitter l’europarlamentare olandese. Perbacco, questa sì che è una bella notizia. L’endorsement di Greta alla riforma della politica agricola europea è proprio quello che ci voleva. Poco importa se associazioni di categoria e studiosi non abbiano avuto il privilegio della stessa considerazione Ue, volete mettere il giudizio di Greta.

Lo schiaffo di Greta

Peccato che a differenza di quanto affermato da Tiemmermans, non pare proprio che Greta sia così disponibile a dare il suo prestigioso via libera alla Pac. L’ambientalista svedese ha anzi dichiarato che quanto sta accadendo con la Pac è “simbolico dell’ipocrisia della politica, che vota per target lontani nel tempo ma quando si tratta di fare qualcosa nell’immediato non lo fa”. Greta ha pure stroncato il Green Deal: “Smettiamola di dire che è ambizioso, perché non lo è”. Ecco, non solo l’Ue si è incredibilmente rivolta a una ragazzina svedese per l’attuazione di un piano da decine di milioni di euro, ma da lei ha rimediato pure uno schiaffo. Il prossimo passo di Bruxelles è appellarsi ad Heidi.

Eugenio Palazzini

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5 Commenti

  1. Appellarsi ad Heidi, visto che l’ Europa di oggi è un grande cantone, non è una idea tanto assurda… Poveri noi.

  2. FUORI DALL’EUROPA SUBITO !!!!

    Quei vecchi RINCOGLIONITI chiedono ad una brufolosa bambina semideficiente le politiche da adottare per l’ Agricoltura ?????
    Ma SCHERZIAMO ????
    Competenze ???? Aver , fatto sega , bigiato , marinato la scuola ?????
    e che cazzo !

    #restiamoseri #bastacazzate #èsolounaBAMBINAenonèmiafiglia!!!!

    Quindi oggi ad un figlio devi dire :

    NON perder tempo a studiare , fingi che ti freghi qualcosa del clima , e fai
    la faccia da PIRLA , così non possono criticarti …. non si possono criticare
    gli Handicappati !!!!

    Ma , andì tùcch a dà via ùl Cù !!!!!! serve tradurre ????

    Sembra Pippicalzalunga …. ma quella era SIMPATICA ! (e razzista …)

  3. l’UE è proprio uan colonia di Sionisti sinistronzi , magari ci fosse i veri israeliani non avremmo queste figure
    tra il seriamente ridciolo e il tragicamente vomitevole!

  4. La stronza dice che “bisogna fare qualcosa nell’immediato”… Ma se nell’ultimo anno causa covid, l’economia è andata a picco (e così anche il consumo di energia, cosa vuole di più? vuole che crepiamo tutti per salvare il pianeta?

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