Londra, 22 dic – Vi ricordate le boyband? Erano quel fenomeno musicale che negli anni ’90 venne lanciato con il binomio Take That/East 17: band di ragazzi giovani e carini che cantavano e ballavano canzonette estremamente pop, per la gioia di orde di ragazzine isteriche. La moda discografica si spostò in seguito negli Usa, per dare il via ad un’altra “sfida” a suon di dischi di platino e groupies rivali tra Backstreet Boys da una parte e *NSYNC dall’altra. Anche in Italia ci fu qualche tentativo di imitazione, ma gruppi come i Ragazzi Italiani incontrarono scarso interesse e successo.

Sembrava un fenomeno musicale in declino, ma pare che la Brexit abbia fatto da inatteso sprone per una nuovissima formazione: il singolo di esordio dei “Breunion Boys” si chiama appunto “Britain come back!”. Sulla loro pagina Spotify, come sul sito ufficiale, si legge: “Siamo i Breunion Boys. E abbiamo il cuore in pezzi. Dal primo momento in cui è stata decisa la Brexit, ci siamo chiesti se potessimo fare qualcosa, qualsiasi cosa, per impedire che questa rottura si verificasse, ed è questa necessità a unirci. Gran Bretagna, non disperare! Abbiamo un piano. Abbiamo pubblicato un singolo di successo e, grazie al potere della musica, ti riavremo”.

I cinque membri del gruppo pro-Unione Europea hanno lanciato il video del loro primo singolo questa settimana ad Amsterdam. Le immagini della clip mostrano i ragazzi, rigorosamente multietnici, che camminano lungo la spiaggia in una giornata grigia e cupa. Cantano con espressione contrita: “Non posso credere che tutto questo sia finendo: sento ancora il tuo amore, ancora canto le tue parole, esprimo un desiderio mentre la tua stella cade”. Sembrerebbe una banale canzone dedicata a un amore finito, ma il testo continua: “C’è sempre stato un mare tra noi, ma sapevamo navigarlo insieme, ma ora stai andando via: Gran Bretagna ritorna, non è troppo tardi per invertire la rotta. Gran Bretagna sei grande, ma insieme siamo straordinari”.

Il video è diretto da Julia Veldman, un’artista olandese che al pari dei cinque interpreti ha ritenuto di dover fare qualcosa per fermare il “disastro” del Regno Unito: “Ho pensato alla cosa migliore che la Gran Bretagna ci ha dato: le boybands. D’altra parte Robbie Williams (ex membro dei Take That, NdA) proviene da una regione, Stoke-on-Trent, dove la Brexit ha ricevuto una valanga di consensi: forse per farci ascoltare dalla gente e far arrivare il messaggio dobbiamo adottare il suo stile”.

La regista non ha esitato a lasciare il film a cui stava lavorando a New York per cominciare le selezioni dei candidati: appena in tempo prima del termine ultimo della Brexit, fissato al 29 marzo. Una boyband salverà l’Europa?

Alice Battaglia

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