Praga, 18 gen – Un uomo di 55 anni si è dato fuoco oggi a Praga in piazza San Venceslao, dopo le 15. Esattamente come fece Jan Palach 50 anni fa, per protestare contro l’invasione sovietica in Repubblica Ceca. Secondo alcuni testimoni, l’uomo, dall’identità e dalle motivazioni ancora sconosciute, si sarebbe cosparso di un liquido infiammabile e poi avrebbe acceso il rogo. Le fiamme sono state spente dai passanti.

L’uomo è stato soccorso e portato in ospedale, ha riportato ustioni sul 30% del corpo, in particolar modo alla testa e alle mani, e sarebbe in coma farmacologico. Sul caso sta indagando la polizia. Proprio in questi giorni, sono diverse le manifestazioni organizzate a ricordo dell’anniversario. Palach raggiunse piazza San Venceslao dove, ai piedi della scalinata del Museo Nazionale, decise di cospargersi di benzina per poi darsi fuoco. Morì dopo tre giorni di agonia. Ai suoi funerali parteciparono circa 600mila persone.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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