kissingerBerlino, 3 apr – Giorgio Napolitano riceverà il “Premio Henry A. Kissinger 2015”. Lo ha annunciato l’Accademia americana di Berlino che conferirà il prestigioso riconoscimento all’ex Presidente della Repubblica il prossimo 17 giugno. A consegnare il premio a Napolitano, e all’ex Ministro degli Esteri nonché Vice-Cancelliere tedesco Hans-Dietrich Genscher, sarà Kissinger in persona. E’ la prima volta che il premio viene assegnato ad un italiano, dopo essere stato destinato tra gli altri a George Bush senior, Helmut Kohl e James Baker.

Una decisione che però non desta certo scalpore, considerando che nel 2001, a Cernobbio, Kissinger salutò calorosamente l’ex Ministro degli Esteri ombra del Pci:My favourite communist, il mio comunista preferito. Con Napolitano sorridente che lo corresse gentilmente: “il mio ex comunista preferito”. A distanza di pochi giorni dalla nomina a presidente onorario dell’Ispi, il più noto e prestigioso think-tank italiano per la politica internazionale, Napolitano si aggiudica un altro fregio da appuntare sulla giacca.

Alle soglie dell’anniversario della definitiva scomparsa dell’Unione Sovietica, quelle tra l’ex segretario di stato statunitense e il primo dirigente del Pci a recarsi in visita ufficiale negli Usa, appaiono quasi come delle nozze d’argento. L’ultimo regalo simbolo di un amore fedele, di obiettivi raggiunti insieme, di pacche sulle spalle reciproche e piani ben orchestrati per cancellare quella piccola diffidenza iniziale, datata 1975: quando Kissinger fece negare il visto d’ingresso negli Stati Uniti a Napolitano. Acqua passata, capitoli chiusi. E’ giunta l’ora del grande riconoscimento, delle felicitazioni a rimembrar la vecchia alleanza dell’ultimo grande conflitto mondiale, di dire a tutti apertamente che in realtà è andata proprio come volevano loro, che la Grande Scacchiera del rivale Brzezinski ha finalmente le pedine a posto. Ha perso l’Europa, hanno vinto loro, per ora. E quindi eccolo, l’ultimo bacio tra old friends.

Eugenio Palazzini

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