rig_3253708bYucatan, 3 apr – Un vasto incendio si è sviluppato su di una piattaforma petrolifera al largo della costa dello Yucatan (Messico).

La piattaforma Abkatun Alfa coinvolta nell’incidente opera per conto della Pemex, l’azienda petrolifera pubblica messicana, in una delle province petrolifere più importanti del mondo, la Sonda Campeche, sita nella già ben nota zona di estrazione del Golfo del Messico.
I recenti studi geofisici (2012) hanno coinvolto una vasta porzione di fondo marino (800 km quadrati) a nord-ovest della penisola dello Yucatan individuando una successione di sedimenti che va dal Cenozoico al Mesozoico (le rocce più antiche appartengono al piano Oxfordiano datato a circa 160 milioni di anni fa) in ambiente deposizionale di bacino e piattaforma carbonatica.
Tramite queste indagini si è potuto quindi stabilire una superficie idonea allo sfruttamento di circa 700 km quadrati con possibilità di estensione, e di determinare la profondità dei giacimenti compresa tra i 1260 e i 3600 metri.

Il bilancio parziale dell’incidente è di 4 vittime e almeno 18 feriti, alcuni gravi, e a distanza di 24 ore sembra che l’incendio non sia ancora stato domato del tutto, nonostante l’intervento di 8 unità navali antincendio. Secondo la compagnia messicana Pemex, le fiamme si sono sviluppate nell’area di deidratazione e pompaggio della piattaforma, adibita appunto non all’estrazione ma alla separazione del greggio dal gas proveniente dalle altre, per cause che per il momento restano ignote; fortunatamente, sempre secondo il portavoce della compagnia, non c’è stata alcuna perdita di greggio in mare.

In totale il complesso di estrazione Abkatun Pol Chuc, di cui la piattaforma Abkatun Alfa fa parte, produce circa 300mila barili di greggio al giorno e concorre a rendere il Messico il decimo produttore al mondo di petrolio con circa 2,3 milioni di barili al giorno.

La società messicana non è nuova a questo tipo di incidenti: nel 2013 37 persone rimasero uccise in un’esplosione a Città del Messico e nel 2012 altre 26 perirono nell’incendio di un deposito di gas naturale nel nord del Paese.

Sembra un vero e proprio scherzo del destino considerando che siamo a pochi giorni dall’anniversario del molto più grave incidente, avvenuto il 20 aprile del 2010, che coinvolse la piattaforma della British Petroleum “Deepwater Horizon” sempre sita nel Golfo del Messico.

Paolo Mauri

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