Roma, 8 gen — Gli investigatori dell’antiterrorismo hanno arrestato nella regione della Ruhr, Germania, un 32enne iraniano accusato di essere in procinto di preparare attentati matrice islamica usando tossine letali come cianuro e ricina.

Iraniano in manette; preparava attentati chimici

La polizia tedesca ha scoperto la presenza del materiale tossico nel corso di un blitz nell’appartamento dello straniero a Castrop-Rauxel, una città di circa 70mila abitanti situata nella Renania Settentrionale-Vestfalia. La perquisizione è avvenuta intorno alla mezzanotte tra sabato e domenica. Lo hanno congiuntamente riferito stamattina, nel corso di una conferenza stampa, il pubblico ministero di Düsseldorf, la polizia di Recklinghausen e la polizia di Münster. Non è ancora stato appurato a se l’iraniano avesse già un obiettivo concreto e a che punto fossero i suoi piani terroristici; oltre a lui è finito in manette un altro uomo, il fratello, stando a un rapporto della Wdr. I due sono stati condotti fuori dall’abitazione vestiti solo degli indumenti intimi.

Cianuro e ricina

Tra le sostanze chimiche tossiche trovate nell’abitazione dell’uomo e immediatamente sequestrate figurano cianuro e ricina, una sostanza proteica inclusa nell’elenco delle armi biologiche classificate dall’Istituto Robert Koch, «destinate a essere utilizzate in un attentato di matrice islamica». I composti chimici sono stati sigillati in barili blu. Le forze dell’ordine hanno condotto il blitz in casa del0iraniano bardate con tute protettive.

«La presentazione al giudice competente per l’emissione di un mandato d’arresto sarà decisa nella fase successiva. Le indagini proseguono e saranno fornite ulteriori informazioni, se la loro divulgazione non comprometterà il loro svolgimento», si legge nel comunicato finale della polizia che ha anche sottolineato come «la preparazione di un grave atto di violenza contro lo Stato ai sensi del paragrafo 89a del codice penale è punibile con una pena detentiva da 6 mesi a 10 anni».

Il precedente

Nel 2018 la polizia aveva arrestato un tunisino di 31 anni e la moglie accusandoli di stare mettendo a punto un attentato con la ricina per conto dell’Isis. Gli investigatori avevano perquisito il loro appartamento trovando 84,3 mg di ricina e 3.300 semi di ricino usati per estrarre il veleno. Il nordafricano è stato condannato nel 2020 a 10 anni di carcere e la moglie a 8 anni.

Aldo Milesi

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