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austria hoferVienna, 24 mar – Clamoroso ribaltone in Austria dove, dopo oltre 70 anni di alternanza fra moderati e socialdemocratici, il prossimo presidente non sarà eletto fra i candidati dei due storici schieramenti. Al primo turno delle consultazioni per la nomina del Bundespräsident, infatti, il candidato del Freiheitliche Partei Österreichs (Fpö), Norbert Hofer, ha ottenuto il 36.7% dei voti, staccando di misura Alexander van der Bellen, dei verdi, fermo al 19.7%. Saranno questi due, quindi, a sfidarsi nel ballottaggio del 22 maggio.



Hofer, 45 anni, è da più parti considerato l’erede politico di Jörg Haider, che dell’Fpö fu segretario fino al 2000, salvo poi abbandonare il partito nel 2005 per fondare il Bzö. La rottura fu dovuta al fatto che l’Fpö, a detta di Haider, stava assumendo posizioni eccessivamente nazionaliste. Sembrano essere proprio queste ad aver influito sul successo odierno: i due partiti di maggioranza (Spö e Övp) pagano infatti il lassismo sui temi di immigrazione e sicurezza, con l’Austria colpita in pieno dall’ondata di arrivi dalla rotta balcanica. Il premier Faymann, dopo aver deprecato i muri alzati dalla vicina Ungheria, aveva deciso come ultima carta quella della chiusura del Brennero: una scelta che, evidentemente, non è bastata per frenare l’emorragia di voti in favore della destra.

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Van der Bellen, 70 anni, è un ex professore universitario in pensione. Presidente dei Verdi dal ’97 al 2008, trascinò i Die Grüne fino al 10% dei consensi, facendoli diventare il terzo partito. Pur sostenuto dal movimento, formalmente è un candidato indipendente. All’opposto, rispetto ad Hofer, la sua visione in merito ad immigrazione e rifugiati: più volte ha criticato il governo, accusandolo addirittura di essere troppo rigido sul tema dell’accoglienza.

Il successo della destra giunge in parte inaspettato, se è vero che Heinz-Christian Strache, leader dell’Fpö, mirava ad una candidatura non di rilievo per poi tentare il vero attacco nel 2018, quando si terranno le elezioni amministrative per il rinnovo del parlamento. Non è detto che Hofer possa davvero ambire alla presidenza, dato che è probabile l’emergere del classico “cordone sanitario” sul modello francese, ma con queste premesse – l’Fpö ha quasi raddoppiato i propri consensi rispetto alle ultime tornate – le legislative prossime venture potranno rappresentare una pietra miliare nella storia politica dell’Austria.

Nicola Mattei

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