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Uno scorcio del XVI arrondissement, quartiere-bene dell’alta borghesia di Parigi

Parigi, 16 mar – Il XVI arrondissement di Parigi, quartiere altolocato della capitale francese, “scopre” l’esistenza dei profughi. E si accorge di non volerli. Siamo sulla rive droite, in una delle zone più ricche di Parigi, dove all’ombra del Trocadéro risiede l’alta borghesia cittadina. E dove il sindaco, la socialista Anne Hidalgo, ha deciso di installare un piccolo campo profughi.

Non l’avesse mai fatto. Saranno solo una manciata di piccoli edifici, oggetti quasi “di design” progettati da alcuni architetti, per ospitare pochi profughi attualmente a spasso per la città. Ma proprio no: gli abitanti del quartiere di questi profughi non vogliono proprio sentirne parlare. Anche e soprattutto perché una delle installazioni sarebbe nelle immediate vicinanze del Bois de Boulogne, uno dei più grandi parchi cittadini, attorno al quale vivono facoltosi miliardi ed influenti industriali.

C’è chi accampa motivi di ecologia (rovinano le aiuole?), chi lamenta l’uso improprio del parco, chi parla addirittura dei prezzi dei negozi troppo alti per le esigenze dei sedicenti richiedenti asilo. Ogni scusa è buona per non farli arrivare nel cuore della Parigi-bene, tanto che una mobilitazione ha già raccolto 40mila firme in pochi giorni per scongiurare il progetto che il sindaco vuole comunque portare avanti. E la cultura dell’integrazione, la necessità di forze per i lavori che i francesi non vogliono sicuramente più fare, l’antirazzismo, la paura del Front National (che in zona ottiene da sempre percentuali misere)? Tutto facile fin quando non arriva la paura di ritrovarti il rischio-Colonia sotto casa.

(Spezzone tratto del film del 1992 “La Crisi!”, di Coline Serreau)

Nicola Mattei

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