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Parigi, 1 apr – La senegalese Sibeth Ndiaye è il nuovo segretario di Stato nonché portavoce del presidente francese Emmanuel Macron. Rimpiazzerà Benjamin Griveaux, che ha deciso di candidarsi a sindaco di Parigi e ha avviato la campagna elettorale in vista delle amministrative del 2020. Griveaux fece parlare di sé per aver definito “un segnale all’Italia” il richiamo dell’ambasciatore francese a Roma e soprattutto per i suoi continui attacchi al governo italiano. Tristemente celebre una sua raffinata uscita: “Dobbiamo combattere la lebbra nazionalista”.

“Pronta a mentire per Macron”

In preda alla sindrome del gattopardo masochista, Macron ha pensato bene di cambiare il portavoce facendo sì che sulla carta tutto rimanga com’è, puntando però a peggiorare le cose. Nel mini-rimpasto governativo, la nomina della fedelissima Ndiaye è destinata a far discutere, tenendo di conto che già in passato la senegalese naturalizzata francese appena tre anni fa, è riuscita a tirar fuori perle da far sbiancare il suo predecessore.

Già capo dell’ufficio stampa del presidente transalpino nonché consigliere di Macron, la 39enne africana divenne un caso nell’agosto 2017, quando una giornalista le chiese se poteva confermare la morte di Simone Veil e lei rispose quasi seccata: “Sì, la tipa è morta”. Giusto per far comprendere meglio a tutti il suo carattere, in un’altra occasione non esitò a sostenere di essere pronta a tutto per “proteggere il presidente” Macron, anche “a mentire”.

“La stampa deve obbedire”

Nota poi per la pessima gestione delle relazioni con la stampa e per essersi calata nel profilo istituzionale in modo piuttosto inadeguato, Ndiaye ha fatto infuriare in più di un’occasione i deputati dell’opposizione. Nel 2017, il giornale L’Express fece presente che la fedelissima del presidente “chiamava ogni giorno i media per fare pressioni sui giornalisti” se gli articoli da loro pubblicati non erano di suo gradimento.

Come se non bastasse, nel febbraio 2019 Le Monde ha rivelato come la nuova portavoce di Macron usava rivolgersi alla stampa durante un evento sull’agricoltura. Tra “minacce e ingiunzioni” vari ai giornalisti, a un certo punto sbottò: “Dovete obbedire punto e basta”.

L’Olivia Pope del governo transalpino, come l’hanno soprannominata i francesi facendo riferimento al personaggio della serie tv Scandal e dunque a un soggetto pronto a tutto pur di difendere l’immagine pubblica delle élite, è pronta a mentire, pardon a stupire, ancora.

Eugenio Palazzini

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