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Prove di integrazione a Calais: un’interprete violentata nella “giungla”

by Roberto Derta
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CalaisRoma, 18 ott – La baraccopoli di Calais che ospita almeno 12mila immigrati clandestini non cessa di regalarci momenti di intenso scambio culturale. La notte scorsa, per esempio, una interprete della tv francese France 5, che accompagnava un giornalista in un reportage nella “giungla”, è stata violentata.  Secondo quanto si apprende dalla procura, la donna – 38 anni, di origini afghane e traduttrice di lingua pashtun – sarebbe stata violentata da un uomo sotto la minaccia di un coltello.

Dai primi accertamenti sembra che l’autore dello stupro sia un migrante. Il giornalista che era insieme alla donna è stato aggredito e il suo materiale è stato rubato. “La violenza è stata confermata da un medico legale che ha esaminato la vittima. Dei prelievi genetici sono stati fatti per identificare lo stupratore”, ha detto il procuratore che sta indagando sulla questione. I fattoi sono avvenuti alle due e mezza di notte. Il giornalista aveva appuntamento nella “giungla” ed era accompagnato da una donna di origine afghana e residente a Parigi che le faceva da interprete. A un certo punto tre uomini che parlavano pashtun hanno aggredito la troupe. E mentre due tenevano fermo il giornalista, un altro ha violentato la donna. L’episodio è stato denunciato alla polizia, che sta indagando sulla violenza.

Roberto Derta

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suca 18 Ottobre 2016 - 3:39

magari ci stava.
chi lo dice che è stupro?
la parola della pennivendola vale quella del povero immigrato.

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