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vladimir_putin_01Roma, 31 ago – L’avviso russo che in inverno potrebbero esserci difficoltà di approvigionamento per il loro gas che ci arriva attraverso l’Ucraina fa il paio con l’annuncio di “inasprimento” delle sanzioni contro la Russia annunciato dalla UE, e che dovrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni.



Da noi, tranne per gli addetti ai lavori, la preoccupazione è poca, al più “soffriremo il freddo” per cui basterà organizzarsi con scaldini e mutande di lana per neutralizzare le minacce russe, e quindi votare le nuove sanzioni senza, come al solito, prender voce e far valere l’interesse nazionale, già colpito dalle controsanzioni russe sul nostro comparto agroalimentare.

In realtà non si tratta di scaldini e mutande di lana: è bene chiarire che l’Italia grazie a una serie terrificante di scelte energetiche malevole produce gran parte della propria energia elettrica bruciando gas naturale, che ci viene in massima parte dalla Russia e per una aliquota minore dall’Algeria.

Il grafico illustra la situazione.

energia

 

 

 

 

 

E senza energia elettrica il paese si ferma. Ma proprio si ferma, ad esempio i miliardi di metri cubi di acqua che arrivano nelle nostre case ci arrivano perchè funzionano le pompe elettriche. Qualsiasi azienda esiste perchè viene rifornita di energia elettrica, e così via.

E’ bene osservare che nel resto d’europa l’energia elettrica viene prodotta per la massima parte da fonti autarchiche. Francia: 59 centrali nucleari, Germania: 18 centrali nucleari + carbone, Gran Bretagna: 23 centrali + petrolio del mare del nord, Spagna: 9 centrali + carbone, Giappone: 54 centrali atomiche, Svezia: 11 centrali + idroelettrico, Svizzera: 5 centrali + idroelettrico.

Da noi il 55% dell’energia elettrica viene prodotta con il gas, il 12% col petrolio e il 12% col carbone. Totale l’80% dell’energia elettrica la produciamo con fonti fossili che vengono dall’estero.

In più non abbiamo i rigassificatori che ci permetterebbero di importare il gas naturale tramite le navi gasiere (i verdi non vogliono), il gasdotto South Stream che ci permetterebbe di importare il gas direttamente dalla Russia è fermo (la UE non vuole a meno che i flussi di gas non vengano decisi a Brussel (leggi Berlino) e i verdi non vogliono perchè poi il gasdotto “devasta l’ambiente”). In Libia si scannano e gli approvigionamenti di petrolio sono appesi a un filo, ci sono in atto le guerre in medio oriente e così via.

In questa situazione noi senza fiatare ci accodiamo alle sanzioni alla Russia. Tanto il gas ce lo da la Merkel (che lo prende dalla Russia) e fidiamo nella dichiarazione di Obama di rifornirci di “Shale gas” (non si capisce, seppure fosse vero, come ce lo porta e nelle quantità necessarie: non è che dobbiamo ricaricare gli accendini)

Perchè?

Perchè dobbiamo “difendere l’Ucraina” che per esistere dipende interamente dal gas russo, con la quale Russia ha un debito di circa 30 miliardi di dollari in forniture non pagate.

Ma che grazie alla geo-strategia globale messa in piedi dal finanziere Soros spinge per trasformare i suoi problemi interni fra ucraini e russofoni nella terza guerra mondiale fra la Russia e tutta la NATO, in una riedizione delle rivoltellate di Gavilo Princip contro l’Arciduca d’Austria a Sarajevo nel 1914.

E’ logico, razionale o mentalmente sano andare avanti con questa follia mentre il medio oriente è in fiamme e noi siamo attanagliati dalla peggior crisi economica della nostra storia?

Le truppe russe sono sconfinate in Ucraina? Bene, chissenefrega. Se la spicciassero fra loro.

Luigi Di Stefano



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1 commento

  1. […] italiano! Ma checci frega a noi della ucraina e degli ucraini. La penso allo stesso modo… Putin, il gas e le inique sanzioni | IL PRIMATO NAZIONALE Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie. Ma col mio carattere e i miei gusti me ne […]

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