Roma, 4 mar – Siamo al nono giorno di una guerra devastante che sembra destinata a durare ancora a lungo. Il tavolo della diplomazia appare traballante come non mai, nonostante il terzo round di negoziati tra Russia e Ucraina concordato ieri. Stamani le truppe di Mosca hanno preso il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, fra il timore di una nuova Chernobyl e un continuo scambio di accuse reciproche tra Cremlino e governo di Kiev. Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato di “non avere cattive intenzioni verso i Paesi confinanti”.

Putin: “Non esacerbare situazione con altre sanzioni”

Putin ha chiesto al contempo all’Occidente di “non peggiorare la situazione” con nuove sanzioni. “Io consiglierei di non esacerbare la situazione, non introdurre nessuna restrizione. Noi continueremo a rispettare i nostri obblighi”, ha dichiarato Putin. “Credo che ognuno debba pensare a come normalizzare la situazione e cooperare normalmente”, ha precisato il leader russo.

Gli Stati Uniti e le sanzioni ai russi “vicini a Putin”

Sta di fatto che ieri gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro gli oligarchi russi e i loro familiari, per via del loro sostegno a Putin “nonostante la brutale invasione dell’Ucraina”. Le sanzioni in questione riguardano per l’esattezza 19 oligarchi e a 47 familiari e stretti collaboratori di questi ultimi che secondo le intenzioni della Casa Bianca dovrebbero essere tagliati fuori dal sistema finanziario americano. Tra i “puniti” c’è pure il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, considerato da Washington “uno dei principali divulgatori della propaganda di Putin”.

La no fly zone non verrà introdotta

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, fa intanto sapere che le forze Nato sono “d’accordo per lavorare per la pace, per portare Putin al tavolo, per raggiungere una soluzione diplomatica a questa crisi. Si andrà verso un no alla no fly zone, perché questo coinvolgerebbe direttamente la Nato nel conflitto” e soprattutto “comporterebbe un conflitto a livello almeno continentale, che avrebbe effetti devastanti su tutta l’Europa. E questo noi non lo vogliamo”, ha detto Di Maio al termine del ministeriale della Nato a Bruxelles. “I ministri degli Esteri della Nato hanno discusso di una no fly zone sui cieli dell’Ucraina ma hanno concordato che gli aerei della Nato non dovrebbero operare nello spazio aereo ucraino“, ha confermato poco fa il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. La decisione di non imporre la no fly zone è senz’altro un primo segnale di distensione, per quanto difficilmente basterà a Mosca.

Sempre oggi il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha ribadito che la Nato non prenderà parte alla guerra. “Non siamo parte del conflitto militare in corso e non lo saremo“, ha detto Scholz in occasione della la sua prima visita da capo del governo al Comando operativo della Bundeswehr a Potsdam. “E’ assolutamente chiaro il fatto che la Nato e i suoi stati membri non parteciperanno alla guerra”, precisato il cancelliere tedesco.

Eugenio Palazzini

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Ecco, forse è meglio imparare soprattutto (!) a farci bene i fatti ns., nei quali ci dimostriamo profondamente incapaci (non tutti ovviamente), prima di affrontare quelli altrui. Il messaggio non troppo sottointeso appare purtroppo questo.

Commenta