Roma, 4 mar – Lo ius soli è come il Ddl Zan: la sinistra non lo mollerà mai. Cambiano solo le strategie per arrivare all’obiettivo finale, in questo caso più graduali ma ugualmente inquietanti. Che passano per un nuovo gioco delle tre carte: lo “ius scholae”.

Ius soli tramite ius scholae: “piano piano, si fece Roma”

Per arrivare allo ius soli, dunque, l’ultima tattica si chiama ius scholae, come riporta ilSole24Ore. Funzionerà così: “Il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia”. Ma facciamo pure finta di dare degli ostacoli, come il fatto che “abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici”.  In questo modo il minore “acquista la cittadinanza italiana”.

Il testo unificato della riforma sulla cittadinanza è stato presentato in Commissicone Affari costituzionali. Relatore, il presidente Giuseppe Brescia (M5s). Fuori lo ius soli, ma per arrivarci comunque. Per quanto scritto e pubblicato, la cittadinanza “si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà in tal senso espressa, entro il compimento della maggiore età dell’interessato, da entrambi i genitori legalmente residenti in Italia”. E poi:  “Entro due anni dal raggiungimento della maggiore età, l’interessato può rinunciare alla cittadinanza italiana se in possesso di altra cittadinanza”. Se i genitori del minore non la richiedono, “l’interessato acquista la cittadinanza se ne fa richiesta all’ufficiale dello stato civile entro due anni dal raggiungimento della maggiore età”.

Pd e M5s favorevoli, stop della Lega

M5s e Pd hanno apprezzato la proposta, la Lega no. Le proposte di legge presentate in Commissione erano quelle di Laura Boldrini, Renata Polverini (Fi) e Matteo Orfini del Partito democratico. L’idea era sempre quella dello “ius soli temperato”. Brescia ha puntato contro l’attuale norma sullo “ius sanguinis” che dà cittadinanza a chiunque abbia un avo italiano anche se è nato e vivo altrove, mentre il bambino nato e cresciuto in Italia ne avrebbe più diritto, utilizzando il solito metro della “nazionalità pezzo di carta” in spregio di qualsiasi concetto di identità, di casa, di radici. Storie già viste. Brescia ha anche detto: “È una scelta di fiducia “non solo negli stranieri che vogliono integrare i loro figli, ma nel lavoro della comunità didattica, nella dedizione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti che in classe costruiscono la nostra Repubblica e insegnano i valori della nostra Costituzione”. Il leghisa Igor Iezzi, lo definisce per quello che è: uno “ius soli mascherato”. Tremendo il silenzio di Fratelli d’Italia, per il momento. La “comunità didattica” intanto si prepari ad avviare un’operazione che, nel caso, sarebbe una sostituzione mascherata dello ius soli.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. Si ostinano a normare quel poco che gli resta da normare e ovviamente lo fanno pure male.
    Cervelli ristretti in spazi ristretti.

  2. Perdenti che non sanno perdere non si arrendono mai, basta guardare la finanza saltata nel 2015
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/08/27/dedotta-ignoranza/

    e tenuta in piedi, nel 2015 saltò solo la borsa cinese, con i soldi truffati ai boccaloni con il #Bitcoin, infatti il 78% dei bitcoin circolanti è illiquido c’è solo aria fritta dietro
    https://insights.glassnode.com/bitcoin-liquid-supply/

    i soldi rastrellati li hanno usati.

    C’e solo da sperare che la Lega non sia chiacchiere e distintivo come sul green pass
    https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/54790.htm

    e su molte altre cose
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2018/10/20/indecisi/

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