Roma, 22 ott. – L’annuale meeting del Valdai Club, il più importante think tank politico russo, è stato come di consueto l’occasione per il presidente Vladimir Putin di esprimere con chiarezza la propria visione del mondo partendo dal tema generale dell’evento che quest’anno era “Rivoluzione globale nel 21° secolo: l’individuo, i valori e lo Stato”. La sensazione è che mai come adesso, dal crollo dell’Unione Sovietica ad oggi, Russia e Occidente rappresentino mondi agli antipodi dal punto di vista politico e culturale.



Putin contro l’ideologia progressista: contro gender e cancel culture

La presa di distanza del presidente russo dalla deriva ultra-progressista dell’Occidente a guida americana è totale: “Gli sconvolgimenti socio-culturali che si verificano negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale non sono affari nostri. Non ci immischiamo. Qualcuno in Occidente è convinto che la cancellazione aggressiva di intere pagine della propria storia, la discriminazione della maggioranza nell’interesse delle minoranze o l’abbandono di concetti basilari come mamma, papà, famiglia e persino delle differenze di genere sono pietre miliari del cammino verso il rinnovamento sociale. Ancora una volta voglio sottolinearlo: questi sono affari loro, chiediamo soltanto di non venire con queste idee in casa nostra”.

Sull’argomento gender Putin è durissimo: “La pratica in alcuni paesi occidentali di insegnare ai bambini che possono cambiare sesso, facendogli prendere decisioni che possono rovinargli la vita, è mostruosa, un crimine contro l’umanità in nome del progresso”. Anche la cosiddetta cancel culture viene aspramente criticata: “Contrastare gli atti di razzismo è una causa nobile, ma la nuova cancel culture l’ha trasformata in una discriminazione inversa, cioè razzismo al contrario. L’enfasi ossessiva sulla razza non fa che dividere ulteriormente le persone”.

Conservatorismo sociale come alternativa alla crisi del liberal-capitalismo

Secondo Putin “l’attuale modello di capitalismo si è esaurito. Al suo interno non c’è più via d’uscita da un groviglio di contraddizioni sempre più intricate. Ovunque, anche nei paesi e nelle regioni più ricche, la distribuzione iniqua della ricchezza porta a un aumento delle disuguaglianze”. All’ideologia liberal-capitalista il Presidente russo contrappone il conservatorismo sociale e cita il filosofo russo Nikolai Berdyaev, cristiano ortodosso e fervente anti-comunista: “Il conservatorismo non è qualcosa che impedisce di andare avanti e in alto, ma qualcosa che impedisce di andare indietro e in basso nel caos”.

Precisa poi come “il conservatorismo non ha nulla a che fare con l’autoisolamento dal mondo esterno e dalle sfide del tempo, questo sarebbe ridicolo nell’era di Internet. No, conservatorismo significa apertura al mondo di un popolo che ha fiducia nelle proprie capacità, che conosce le proprie tradizioni e ha i propri valori. I russi sono sempre stati aperti e ricettivi alle culture e ai popoli stranieri, ma questo si è rivelato fruttuoso solo quando siamo rimasti saldi sulla nostra terra, abbiamo rispettato le nostre tradizioni, guardato il mondo con i nostri occhi e non abbiamo perso l’autostima. Il principio conservatore in sé non è opposto allo sviluppo, richiede solo che lo sviluppo sia organico, affinché il futuro non distrugga il passato ma continui a svilupparlo”. Un vero e proprio manifesto politico-culturale alternativo al progressismo made in Usa.

Lorenzo Berti

La tua mail per essere sempre aggiornato

7 Commenti

  1. L’intervento di Putin al Valdaj è stato riportato da diverse testate, ha messo nero su bianco, finalmente, l’inumanità del capitalismo nella sua forma neoliberale. Semplicemente ineccepibile.

Commenta