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Washington, 4 nov – Lei si chiama Marjorie Taylor Greene e, a prescindere dal risultato finale delle elezioni Usa, ha già conquistato il suo seggio. Definita da Donald Trump «futura stella repubblicana», la Greene ha infatti sbaragliato la concorrenza nel 14esimo distretto della Georgia, surclassando il candidato dem con quasi il 75% dei voti. Quello che però inquieta i media globalisti è soprattutto il fatto che la donna sarebbe una sostenitrice di QAnon. Si tratta di una teoria del complotto che da qualche anno ha fatto breccia tra una buona fetta dell’elettorato trumpiano.

Per saperne di più: «Complotto Q». Cos’è QAnon, la teoria della cospirazione made in Usa

Il successo di QAnon

Secondo i seguaci di QAnon, sarebbe in atto una lotta mortale tra Trump e il deep state, ossia quello «Stato profondo» che annovera tra le proprie file politici, grandi famiglie imprenditoriali, persone dello spettacolo, e in particolare i media mainstream. In questa cornice il presidente in carica sarebbe una sorta di messia venuto a liberare gli Stati Uniti dallo strapotere di questa temibile piovra. Lo stesso Trump, sollecitato sulla questione, si è mostrato molto accondiscendente con i sostenitori della teoria di Q: «Non so molto di questo movimento, ma capisco che mi amano molto, e lo apprezzo. Ho sentito che sta guadagnando in popolarità e che questa gente ama il proprio Paese», ha dichiarato il presidente ad agosto durante una conferenza stampa.

Greene: una figura controversa

A causa di alcuni suoi post, la Greene è stata quindi definita dalla stampa americana la «candidata di QAnon», sebbene la neoeletta abbia rifiutato questa etichetta. Per il resto, sulla sua pagina Facebook la Greene si descrive come «moglie cristiana conservatrice, madre di tre figli, 100% pro-life, 100% a favore del secondo emendamento, 100% pro-Trump e 100% per l’America». Il secondo emendamento è quello che garantisce il diritto dei cittadini statunitensi a possedere armi da fuoco. La donna è stata anche accusata di sostenere idee razziste, antisemite e islamofobe. Combattiva e determinata, un mese fa ha dichiarato posando con un fucile: «È tempo che i repubblicani lancino un’offensiva contro questi socialisti che vogliono fare a pezzi la nostra nazione».

Elena Sempione

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