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Quegli immigrati africani discriminati in Tunisia

by Giuseppe De Santis
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Roma, 19 feb – Nonostante la difficile situazione economica sono tanti gli africani che emigrano in Tunisia. Alcuni di loro rimangono solo per guadagnare abbastanza per emigrare in Europa, altri invece decidono di restare perché considerano quel Paese un posto tranquillo. Secondo una stima delle Nazioni Unite, nel 2019 gli immigrati africani residenti in Tunisia erano 57mila, ma il numero reale probabilmente è molto più alto perché non tiene conto di chi vive lì illegalmente.

Tunisia, quegli immigrati africani vittime di discriminazioni

Molti di questi stranieri sono vittime di episodi di razzismo e discriminazione da parte dei tunisini, senza contare il fatto che questi immigrati se clandestini non vengono pagati per il loro lavoro e non ricevono l’assistenza sanitaria di cui avrebbero diritto. Attacchi verbali e fisici da parte dei tunisini sono all’ordine del giorno. Il tutto viene documentato in un apposito reportage di Le Monde.

L’ex portavoce del ministero degli Interni tunisino, Khalifa Chibani, in un’intervista radiofonica ha dichiarato che gli immigrati africani stanno diventando troppo numerosi, mentre per l’ex ministro Mabrouk Korchid c’è il rischio di una sostituzione etnica causata. Prese di posizione che in Europa molti definirebbero razzista, ma che in Tunisia in pochi hanno contestato.
Nel frattempo nella nazione nordafricana è sorto un partito, il Natonalist Party, che ha come obiettivo quello di rispedire nei loro Paesi tutti gli immigrati africani residenti in Tunisia e sta avendo un discreto numero di persone che lo seguono sui social media.

Leggi anche: L’Africa che respinge gli immigrati: il caso Tunisia

Giuseppe De Santis

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