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Raf Russia Tornado
Tornado Gr4 della RAF

Londra, 12 ott – Alcuni media britannici hanno riportato la notizia secondo la quale ai piloti della Raf di stanza in Iraq sarebbe stato dato l’ordine di ingaggiare i velivoli russi qualora si sentissero minacciati.

Secondo una fonte non meglio identificata all’interno delle Forze Armate inglesi, ai piloti dei Tornado Gr4 che operano in Iraq sarebbe stato ordinato di evitare ogni contatto con i velivoli russi in azione in Siria, ma nel contempo di difendersi se attaccati direttamente o se viene percepita una minaccia di qualche tipo.

La notizia è stata riportata per prima dal Sunday Times e dal Daily Star sottolineando che i Tornado, che sino ad oggi erano equipaggiati solo con bombe guidate da 500 libbre, monteranno anche gli AIM-132 ASRAAM, missili aria-aria a corto raggio a ricerca di calore.

L’ufficio del ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov, tramite l’ambasciatore a Londra, fa sapere in una nota le rimostranze di Mosca: “Esprimiamo preoccupazione per quello che riportano i media. Abbiamo richiesto urgentemente chiarimenti all’ufficio degli Affari Esteri inglese. Nel medesimo tempo, l’ipotesi stessa di un potenziale conflitto tra aerei russi e inglesi nei cieli sopra l’Iraq è incompresibile. Come è risaputo, i jet russi non sono coinvolti in operazioni contro obiettivi dell’Isil in territorio iracheno”.

Allo stesso tempo l’attaché militare britannico a Mosca è stato convocato al Ministero della Difesa russo dove gli è stata consegnata una nota con la richiesta formale di fornire spiegazioni in merito alla vicenda.

Il portavoce del Ministero della Difesa britannico nega che vi sia alcun fondo di verità in tutta questa storia, che apparirebbe quindi solo una montatura giornalistica.
Quello che però è vero è la pericolosa vicinanza tra aerei militari russi e Nato in teatri operativi adiacenti, e anche, nel caso della Siria, concomitanti, in quanto oltre agli aerei di Mosca sono in azione quelli francesi e turchi. Una tale prossimità in zona di guerra potrebbe portare a spiacevoli conseguenze qualora gli eventi “scappassero di mano” a qualche pilota delle varie forze aeree in azione.

Paolo Mauri

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