tunisinoParigi, 12 ott – Rapito, segregato, sottratto alla scuola e lasciato per tre anni in casa, davanti alla tv, senza cure mediche, fra pulci e pidocchi. È questo il calvario che ha dovuto subire un bambino tunisino, rapito in Francia dal padre all’età di 5 anni dopo il divorzio dalla madre. Il responsabile è un 37enne che ora rischia fino a 30 anni di carcere, ritrovato tre anni dopo al confine con la Svizzera nella città di Mulhouse.

La polizia ha spiegato che il bambino non ha subito violenza fisica, ma era totalmente lasciato a se stesso, con “carenze educative molto gravi”. Il ragazzo non era seguito medicalmente e a parte qualche uscita fugace con il padre passava tutto il suo tempo solo in una casa scarsamente ammobiliata, in compagnia della tv. Sono state trovate punture di pulci su tutto il corpo e pidocchi nei capelli. I vicini non hanno notato nulla, anche perché il bambino era stato addestrato a parlare sempre sottovoce.

Nel 2010, il padre lo aveva sottratto alla madre con la scusa che la donna non lo educasse bene. Dopo la denuncia per sottrazione di minore, gli inquirenti sono infine riusciti a rintracciarlo. “L’uomo ha riconosciuto da sé di aver fatto di tutto, di non essere stato all’altezza e di non essersi occupato del bambino”, ha spiegato la polizia. Ma il suo avvocato ha anche precisato che non c’è stato rapimento o sottrazione di minore, “solo un conflitto familiare come tanti”.

Avvertita, la madre si è immediatamente recata a Mulhouse, ma il figlio ha manifestato poca voglia di vederla a causa della rottura radicale con la sua precedente vita.

Giuliano Lebelli

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