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Roma, 14 lug – Uccisa a colpi di arma da fuoco a inizio luglio in seguito a una presunta lite con un gruppo di sostenitori Black lives matter. E’ morta così Jessica Doty Whitaker, una ragazza bianca di 24 anni che stava passeggiando con il suo fidanzato, Jose Ramirez, a Indianapolis. Un omicidio che risale per l’esattezza alla notte del 5 luglio scorso, ma la notizia è trapelata soltanto nelle ultime ore sui principali media americani. E questo la dice lunga sul clima generale che si respira, perché in questo caso non è scattata immediatamente e probabilmente non scatterà neppure adesso un’indignazione globale. Eppure la 24enne dell’Indiana, come riferito da Fox News, si sarebbe rivolta al gruppo di “antirazzisti” urlando semplicemente “All lives matter” (Tutte le vite contano).

L’omicidio

A quel punto è iniziata un’accesa discussione, con un membro del gruppo Black lives matter che ha improvvisamente estratto una pistola. Lo stesso avrebbe fatto il fidanzato della vittima. Di conseguenza si è creato un apparente stallo, con le due parti che sembravano intenzionate a terminare il litigio. E invece pochi minuti dopo, stando a quanto riferito da Ramirez, qualcuno ha aperto il fuoco da un ponte vicino colpendo a morte la 24enne, per poi darsi alla fuga. Ramirez ha ammesso di aver risposto al fuoco con la sua pistola, senza però colpire nessuno.

Jessica Doty Whitaker, la cui vita per qualcuno evidentemente non contava, lascia un figlio di appena tre anni. E ora la sua famiglia chiede che venga fatta giustizia. “Voglio solo che le persone responsabili siano giudicate colpevoli”, ha dichiarato la madre della vittima. Il padre, al contempo, ha pubblicato un post su Facebook in cui chiede che l’omicidio della figlia venga considerato “un crimine d’odio”. In un video diffuso sempre da Fox News si intravede la scena dell’omicidio e la polizia locale ha fatto sapere che aumenterà le pattuglie in servizio durante le ore notturne.

Eugenio Palazzini