New York, 1 sett – Giovani detenuti trattati come schiavi del sesso, obbligati ad avere rapporti sessuali per ottenere favori ed evitare punizioni. E’ l’incredibile storia che arriva dagli Stati Uniti e più precisamente dall’Horizon, carcere minorile del quartiere newyorchese del Bronx. La struttura ora è al centro di un’inchiesta, dopo la denuncia del 18 enne Franklin Maldonado, che accusa le guardie di sesso femminile della struttura di aver abusato di lui e di altri giovani detenuti tra il 2013 e il 2014, quando questi avevano circa 14-15 anni. Rapporti non consenzienti che avrebbero garantito ai ragazzi un soggiorno “più tranquillo” all’interno della struttura carceraria.

Maldonado afferma di aver avuto diversi rapporti con Natalie Medford, supervisore del carcere minorile di Horizon. Se lui l’avesse “soddisfatta” sessualmente avrebbe ricevuto alcuni favori, come l’utilizzo del telefonino, la visione di determinati film, più cibo e la possibilità di evitare provvedimenti disciplinari. Dopo un po’ la Medford lo avrebbe fatto prelevare con regolarità dalla sua cella per farlo condurre nel suo ufficio e costringerlo a consumare rapporti sessuali. “Non avevo scelta e lei faceva di tutto per convincermi che stavo facendo la cosa giusta”, racconta Maldonado.

Una situazione che avrebbe interessato almeno un altro ragazzo. “Da quanto ho saputo in quel periodo c’era almeno un’altra guardia che si comportava come Natalie e abusava sessualmente di una altro ragazzo“. Una situazione che si sarebbe protratta grazie all’omertà del resto del personale della struttura. “Gli uomini che lavoravano lì facevano finta di niente, nascondevano la testa sotto la sabbia, compreso un supervisore che un giorno mi disse che era abbastanza abituale che le sue colleghe avessero rapporti sessuali con i detenuti”.

Davide Romano

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