Roma, 6 dic — Ha una nazionalità e un nome l’uomo che ieri mattina a Illerkirchberg, cittadina tra Stoccarda e Monaco di Baviera, ha massacrato a coltellate una ragazzina di 14 anni, uccidendola, e ne ha ferita gravemente un’altra di 13, mentre queste si recavano alla fermata dello scuolabus: si tratta di un richiedente asilo eritreo di 27 anni che dopo l’attacco è fuggito andandosi a nascondere in un centro di accoglienza per rifugiati. Le forze dell’ordine locali hanno catturato l’immigrato assieme ad altri due connazionali dopo aver fatto irruzione nella struttura.

E’ eritreo il sospettato di omicidio

Centinaia di persone si sono recate ieri sera sul luogo del delitto per esprimere il proprio cordoglio, deponendo fiori e candele per ricordare la giovanissima vita spezzata dalle politiche di «integrazione» messe in atto dal governo tedesco. Lo choc e il dolore nella piccola comunità di 5mila abitanti si sono ben presto trasformati in rabbia. Secondo le scarne, dichiarazioni rilasciate dalla polizia, non è ancora chiaro il movente dell’aggressione, né la dinamica. Quella di diffondere informazioni frammentarie sui crimini compiuti da extracomunitari è prassi consolidata in Paesi come la Germania dove, nonostante l’immane tragedia consumatasi, le forze dell’ordine chiedono di non tenere un comportamento sospettoso o ostile nei confronti di immigrati e richiedenti asilo e di non incoraggiare atteggiamenti simili nelle altre persone.

Sebbene le autorità locali non abbiano diramato informazioni certe sulla modalità del crimine, il quotidiano riporta le dichiarazioni di un testimone oculare, probabilmente tra i primi soccorritori delle due vittime.: «L’aggressore […] ha aggredito la sua compagna di classe senza motivo. L’uomo poi l’ha pugnalata allo stomaco ed è fuggito».

Non era la prima volta

Il piccolo centro di Illerkirchberg non è nuovo ad attacchi violenti compiuti da immigrati nei confronti di giovani tedesche: stando a un articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung ripreso dal Secolo già tre anni fa si era verificato un grave caso di stupro all’interno di un centro di accoglienza. «Ad Halloween quattro uomini avevano attirato una studentessa di 14 anni nell’alloggio per rifugiati lì con un pretesto, l’avevano drogata e poi violentata più volte. Gli autori erano richiedenti asilo provenienti dall’Iraq e dalla Siria. Nel marzo 2021, il tribunale regionale di Ulm ha quindi condannato gli autori a pene detentive relativamente brevi per stupro grave perché il processo criminale poteva essere ricostruito solo in modo insufficiente». Fino alla volta successiva… 

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1 commento

  1. ah,è un ALTRO extracom che ci odia?
    ma che sorpresa.

    VOLETE METTERE UNA FINE A QUESTA IMMIGRAZIONE SELVAGGIA,IDIOTI
    CON LE MANI LORDE DI SANGUE?

    se continuate a governare in questo modo,non stupitevi se un giorno di questi alla popolazione salteranno i nervi e vi scapperà di mano,risolvendosi i problemi per le spicce:
    COMPRESI voi,che ne siete causa.

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