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Chicago, 12 lug – Giovedì notte sono scattate le manette per R. Kelly, star afroamericana del R&B. Il 52enne cantante di Chicago è da anni al centro di accuse di violenza, abusi e manipolazione da parte di moltissime donne, molte delle quali minorenni. R. Kelly, il cui vero nome è Robert Kelly, dovrà rispondere di tredici capi d’accusa tra cui pedopornografia, traffico sessuale e intralcio alla giustizia. E’ probabile il suo trasferimento a New York per il processo. Alcune delle denunce risalgono addirittura agli anni 90, ma il cantante ne ha collezionate dieci a febbraio e ben undici a maggio – tutte a sfondo sessuale.

“L’età è solo un numero”

Anni fa il rapper venne accusato di girare film pedopornografici (accusa poi caduta, fino a ieri) e nel 1994 sollevò un enorme scandalo il suo matrimonio (poi annullato) con la cantante Aaliyah, sua pupilla morta nel 2001 in un incidente aereo. La ragazza aveva solo 15 anni, ma al momento di firmare i documenti matrimoniali si spacciò per 18enne. Nel periodo immediatamente successivo lei compose il suo brano più famoso, l’evocativo Age ain’t nothing but a number: l’età è solo un numero.

Il cantante è stato messo sotto la lente d’ingrandimento dal documentario Surviving R. Kelly e dalla docuserie R. Kelly dopo la bufera, che hanno gettato ulteriori ombre sulla sua vita sessuale predatoria e improntata su abusi e la prevaricazioni. In conseguenza di ciò, la Rca, sua casa discografica, lo ha scaricato senza tanti complimenti e la cantante Lady Gaga ha deciso di rimuovere da ogni piattaforma di condivisione musicale o video Do What U Want (With My Body), pezzo che aveva inciso in duetto con lui.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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