Londra, 21 feb — «Liberi tutti» anche in Regno Unito, dove oggi il primo ministero Boris Johnson annuncerà la fine di tutte le «restrizioni legali» a contrasto del Covid ancora in vigore. Il via libera comprende anche lo stop dell’obbligo di quarantena per chi risulta positivo al test, nell’ottica di una convivenza con il coronavirus che consenta a tutta la popolazione di ritornare alla normalità pre-pandemia. La riunione dell’esecutivo è in corso in questi attimi, all’indomani della notizia della positività al virus della regina Elisabetta II «con sintomi lievi simili al raffreddore».  Successivamente, il premier Johnson riferirà in Parlamento, per poi dare l’annuncio ufficiale in conferenza stampa.

Il Regno Unito spalanca le porte alla normalità

«Dopo il successo del nostro programma di vaccinazione, siamo in una posizione di forza per prendere in considerazione la revoca delle restanti restrizioni legali, ora che l’81% degli adulti ha già ricevuto una dose di richiamo in Inghilterra e i casi continuano a diminuire», si legge nel comunicato diffuso da Downing Street. Nonostante l’addio alle restrizioni l’approccio rimane quello della prudenza. La pandemia è ancora in corso, prosegue la nota, con «notevole incertezza» sul suo futuro nel Regno Unito. «La pandemia non è finita, ma grazie all’incredibile campagna di vaccinazione siamo ora più vicini a rimetterci in carreggiata e finalmente a restituire alle persone le loro libertà, continuando a proteggere noi stessi e gli altri». Per Johnson, quello di oggi sarà un «momento di orgoglio dopo uno dei periodi più difficili della storia del nostro Paese, mentre iniziamo a imparare a convivere con il Covid».

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L’approccio alla pandemia nel Regno Unito, insiste Johnson, rimarrà «prudente» e non esclude l’attuazione di ulteriore misure emergenziali nel caso si manifestino nuove varianti. Tra gli obiettivi dell’esecutivo figura la riduzione del numero dei tamponi, che verranno riservati ai soggetti più fragili, e la fine dell’isolamento obbligatorio per i positivi — che fino ad oggi era di dieci giorni, cinque in caso di positivi vaccinati.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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