erdoganTorino, 24 nov – La Turchia in Europa? Un sogno caldeggiato a lungo dalla sinistra europea ed in particolare da quella italiana. Oggi l’avvicinamento di Ankara all’Ue si è arrestato a causa del cambio di rotta imposto negli anni dal premier turco Erdogan. Il leader degli islamisti turchi, infatti, invece di guardare ad Occidente ha preferito rivolgere le sue attenzioni al mondo arabo e al vicino Oriente, con una politica aggressiva e piuttosto ambigua.

Non è più un segreto il fatto che la Turchia – pur formalmente attiva nella coalizione anti Isis – abbia in passato ad aiutato indirettamente i tagliagole di Raqqa. Erdogan non ha mai fatto mistero, infatti, che il nemico numero uno della Turchia era e rimane Assad, colpevole di aver emarginato dalla vita politica di Damasco i fondamentalisti sunniti. Il petrolio dell’Isis viene venduto di contrabbando in Turchia e sempre in Turchia sono stati addestrati le prime milizie islamiche che oggi infestano la Siria.


Il processo di allontanamento dell’Europa da parte della Turchia è stato graduale, ma evidente, eppure i politici nostrani non se ne erano mai accorti.

Era il 2006 quando l’allora ministro degli esteri D’Alema promuoveva l’ingresso della Turchia in Europa. La Turchia secondo l’ex premier, oggi esponente del Partito democratico, avrebbe rappresentato “un antidoto al terrorismo” (sic) e “la miglior garanzia contro il grande rischio che oggi minaccia la stabilità mondiale, il rischio di un conflitto di civiltà” . Lungimirante.

Bisogna dire che anche Berlusconi nel 2008 sosteneva la necessità di “dimezzare i tempi previsti per l’ingresso della Turchia in Europa”. All’epoca il cavaliere che guidava il governo dovette scontrarsi contro il muro innalzato dalla Lega Nord, che riteneva non negoziabile la propria posizione su Erdogan e sulla Turchia.

Sulla Turchia in Europa non poteva non essere d’accordo anche Matteo Renzi, il quale in visita ad Ankara, nel 2014, dichiarava: “Bisogna rilanciare il processo di avvicinamento della Turchia all’Unione Europea”. Forse Renzi non si era accorto che la Turchia aiutava i criminali dell’Isis. Oggi al nostro presidente del consiglio avranno detto che la Turchia di Erdogan ha abbattuto un aereo militare russo impegnato contro le milizie jhadiste?

Federico Depetris.

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2 Commenti

  1. Non esistono “estremisti sunniti”: la visione del mondo sunnita è in ogni caso incompatibile con un sistema politico non basato sulla sharia. Il sunnita è sempre e comunque insofferente a uno Stato che non abbia la legge coranica come suo primo fondamento, per questo Assad è SATANA per tutti i sunniti.

  2. Nel 2008 la Turchia non aveva in programma militare come invece accade oggi fino al 2023 , forse Renzo fa finta di non sapere come fanno tutti i giornalisti e tanti politici europei
    Però se un paese qualsiasi che non è della nato compra un missile inutile in più o un aereo , apriti cielo con titoli shock

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