Roma, 21 mag – L’esercito russo ha annunciato la presa di Azovstal, diffondendo il video della resa degli ultimi combattenti ucraini che si trovavano ancora all’interno dell’acciaieria. Nelle immagini si vedono le perquisizioni da parte delle truppe di Mosca e vengono mostrati alcuni tatuaggi dei soldati del reggimento Azov. Nulla di particolarmente sconvolgente, controlli classici e generale compostezza da entrambe le parti.

Azovstal, il video diffuso dai russi

 

Improbabile a questo punto, ma non impossibile, che all’interno dell’enorme acciaieria vi siano ancora alcuni irriducibili. Va detto però che negli ultimi giorni le notizie che arrivano da Mariupol, complice anche la propaganda che imperversa su questa storia, non sono sempre facilmente verificabili. Permane insomma il dubbio che non tutti i militari di Kiev siano usciti da Azovstal. Sia come sia, la caduta dell’ultimo avamposto ucraino nella città portuale del Mar Nero, apre un nuovo capitolo della guerra in atto. L’acciaieria è “totalmente sotto il controllo delle forze armate russe”, ha affermato ieri sera il ministero della Difesa russo. Sempre ieri il ministro Serghei Shoigu aveva comunicato a Putin “la fine dell’operazione e la completa liberazione” di Azovstal.

Il messaggio di Orest, il fotografo combattente

Intanto, a colpire in modo particolare è l’ultimo messaggio di Dmytro Kozatsky, detto “Orest”, fotografo combattente diventato con i suoi scatti “gli occhi di Azovstal”. “Beh, questo è tutto. Grazie per il rifugio, Azovstal è il luogo della mia morte e della mia vita”, ha scritto Orest su Twitter dando così l’ultimo saluto all’acciaieria in cui ha resistito negli ultimi mesi, prima di arrendersi ai russi. Orest ha caricato tutte le foto su una cartella di Google Drive e nei commenti ha chiesto di inviare le immagini ai concorsi fotografici: “A proposito, mentre sono prigioniero, vi lascio le mie foto in alta qualità. Inviatele a tutti i premi giornalistici e concorsi fotografici. Sarà molto bello se vinco qualcosa, dopo l’uscita . Grazie a tutti per il vostro sostegno. Ci vediamo”.

Zelensky chiede scambio di prigionieri

Zelensky ha dichiarato che i combattenti ucraini saranno al sicuro, tuttavia dovrà esserci uno scambio di prigionieri. Un’opzione però che al momento appare tutto tranne che scontata, considerato che Mosca accusa i soldati di Azov di aver compiuto crimini e vorrebbe dunque processarli. “Li porteremo a casa. Questo è quello che dobbiamo fare con i nostri partner che si sono presi la responsabilità”, ha detto stamani Zelensky, in un’intervista alle tv ucraine. “I ragazzi hanno ricevuto l’ordine dai militari di uscire allo scoperto e salvarsi la vita”.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Non hanno fatto la fine di quei veri idealisti del teatro Dubrovka… Cominciamo da questo per capire di più questo occidente dalla tragedia senza senso…

  2. Vince qualcosa sulla pelle degli altri… traditi come sempre. Nazi-idiota (rif. Loscuro), drogato ma pur sempre da considerarsi artista…, che schifo.

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