Lloret de Mar, 16 ago – Sono stati liberati due dei tre ceceni richiedenti asilo accusati di aver aggredito e ammazzato Niccolò Ciatti, il 22enne fiorentino in vacanza morto dopo un giorno di coma in seguito a un pestaggio avvenuto per un banale diverbio in discoteca. In carcere rimane solo l’autore del calcio considerato fatale, come appare dai video delle telecamere di sorveglianza. Gli altri due ceceni potranno tornare in Francia, dove vivono in attesa che gli venga riconosciuta la protezione internazionale. Sono comunque stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio e uno di loro ha l’obbligo di non uscire dall’area Schengen.

L’unico che rimane detenuto in carcere in Spagna è Rasul Bisultanov, 24 anni e atleta professionista di lotta libera. Vive a Strasburgo da sei anni, dove anche lui ha richiesto l’asilo politico, dopo essere fuggito dal suo Paese per le violenze in corso. Durante l’interrogatorio, quando ha ammesso di aver picchiato a morte l’italiano, si è detto pentito e è scoppiato in un pianto a dirotto. Dopo il pentimento, Bisultanov ha chiesto di poter tornare a casa, dicendo che i suoi genitori “sono malati, non possono stare da soli”. Il ceceno ora rischia 15 anni di carcere, che potrebbero diventare 20 se si uniscono le aggravanti, dal momento che anche l’associazione dei locali notturni spagnoli, la Fecasarm, si è costituita parte civile.

L’allenatore della società sportiva Olympia Lutte Schiltigheim per la quale Bisultanov gareggia, si è detto sorpreso e sgomento da quanto è accaduto e ha descritto il suo allenato come un ragazzo “tranquillo”. Ma lui e gli altri due complici che sono stati rilasciati, Mosvar Magamadov e Khabiboul Khabatov, si sospetta che abbiano anche avuto un addestramento paramilitare. O almeno questa è una delle ipotesi che la polizia catalana, i Mossos de Esquadra, hanno preso in considerazione vista la precisione e la violenza che sono stati in grado di esprimere.

Anna Pedri

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