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erdoganturchiaAnkara, 25 nov – Erdogan sbotta contro il Parlamento europeo e minaccia di invaderci di immigrati clandestini. “Se l’Europa si spingerà troppo oltre, permetteremo ai rifugiati di passare dai valichi di frontiera“, ha detto senza mezzi termini il presidente turco all’indomani del voto europarlamentare che ha chiesto il congelamento dei negoziati di adesione all’Ue da parte di Ankara.

“Non avete mai trattato l’umanità in modo onesto e non vi siete occupati delle persone in modo giusto. Non avete raccolto i bambini quando nel Mediterraneo arrivavano sulle coste. Siamo noi che stiamo nutrendo circa 3,5 milioni di rifugiati in questo Paese. Voi non avete mantenuto le promesse. Quando 50 mila rifugiati sono arrivati a Kapikule vi siete messi a urlare e a dire ‘Che faremo se la Turchia apre i valichi di frontiera?’” Il leader turco ha tuonato così contro Bruxelles, usando termini decisamente drastici e ricattatori. Erdogan ha poi precisato che la Turchia “ha chiarito più e più volte che tiene ai valori europei più di molti Paesi dell’Ue, ma non ha mai ricevuto un sostegno concreto dagli amici occidentali”, sostenendo che “nessuna delle promesse è stata mantenuta” nei confronti del suo governo.

Eppure a febbraio 2016 l’Ue aveva stanziato 3 miliardi di euro per la Turchia, con un contributo italiano di 224,9 milioni, cifra interamente destinata proprio per la gestione dei profughi (siriani) da parte di Ankara. Erdogan anche in quell’occasione aveva rilanciato chiedendo il doppio all’Europa, sei miliardi altrimenti apriva le porte agli immigrati. Un ricatto continuo quello del presidente turco, che nonostante la costante repressione interna e le accuse internazionali continua a farsi beffe dell’Ue. Non si spiega allora perché Bruxelles continui a trattare con la Turchia, che funge soltanto da ponte per le masse di immigrati diretti in Europa, e non con i Paesi da cui provengono questi immigrati, investendo fondi da destinare ad essi e realizzando progetti appositi.

Eugenio Palazzini