Roma, 4 lug — Il cantante Ricky Martin ha ricevuto un ordine restrittivo dalle autorità portoricane per violenza domestica e stalking. A quanto pare nemmeno le persone dichiaratamente omosessuali (con figli a carico, alla faccia dei genitori gay «più equilibrati degli etero», favoletta Lgbt con cui si vorrebbe aprire la strada alle adozioni gay) sono immuni da «mascolinità tossica» e comportamenti problematici. Così l’interprete di Livin la vida loca — che evidentemente qualcosa sulla vida loca ha da insegnare a tutti — non potrà contattare o chiamare la persona (di cui non è nota l’identità) che ha sporto denuncia contro di lui.

Ricky Martin, altro che vida loca

Lo riporta il quotidiano portoricano El Vocero, specificando che si tratterebbe di un uomo con cui la star del pop latino avrebbe avuto un legame sentimentale durato sette mesi. Ricky Martin, sempre stando al racconto dell’anonimo accusatore, avrebbe mal digerito la fine della relazione e sarebbe stato visto vagare intorno all’abitazione dell’ex tormentandolo e successivamente tempestandolo di telefonate. A quel punto, l’ex si sarebbe rivolto direttamente a un tribunale accusando il cantante. Non avrebbe dunque contattato la polizia, come normalmente avviene in questi casi. Le autorità portoricane avevano bussato alla porta di Martin nella sua casa di Dorado, in Porto Rico, per consegnargli l’ordine restrittivo, ma «la polizia non è stata in grado di trovarlo», hanno fatto sapere. Ora la palla passa ai giudici, che nel corso di un’udienza, renderanno noto se le restrizioni rimarranno valide o saranno rimosse.

Accuse respinte

Ricky Martin ha 50 anni ed è sposato da cinque con l’artista siriano Jwan Yosef, con il quale  ha avuto due figli nati con l’utero in affitto. E’ padre di altri due gemelli nati nel 2008, sempre tramite gravidanza surrogata. Martin ha respinto ogni accusa tramite i suoi portavoce e dichiara di essere pronto ad affrontare il processo «con responsabilità»: «Le affermazioni contro Ricky Martin che hanno portato all’ordine restrittivo sono completamente false e inventate. Siamo molto fiduciosi che quando la verità verrà fuori il nostro cliente sarà interamente scagionato». Il sito Tmz riferisce che l’udienza è fissata per il prossimo 21 luglio.

Cristina Gauri

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