Roma, 24 ott – Il Regno Unito ha un nuovo premier, per la gioia dei cittadini britannici e soprattutto di Larry the cat, gatto domestico nonché capo Mouser presso l’ufficio di gabinetto a Downing Street, rimasto di nuovo solo dopo l’ennesimo primo ministro “bruciato”. Battute a parte, a prendere il posto di Liz Truss, durata appena 45 giorni (il più breve mandato della storia), sarà Rishi Sunak. Il 42enne esponente dei Tories, ex cancelliere dello Scacchiere sotto Boris Johnson, è stato infatti proclamato oggi leader del Partito Conservatore a Westminster.

Di conseguenza, con le dimissioni formali della Truss nelle mani di re Carlo III, verrà in automatico nominato primo ministro del Regno Unito. Tutto come da previsioni insomma, perché Sunak era dato favoritissimo anche dai bookmakers ed è personalità gradita alla City per il suo pragmatismo. L’unico rivale in corsa, l’improbabile Penny Mordaunt, si è ritirata in extremis lasciando campo libero all’avversario.

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Niente elezioni anticipate dunque, come vanamente chiesto dai laburisti.

Rishi Sunak, dall’India a Goldman Sachs: chi è il nuovo premier del Regno Unito

Rishi Suniak, 42 anni compiuti il 12 maggio scorso, diventa il primo premier del Regno Unito di origini indiane e di fede induista. Fedele alla tradizione patria, nel 2009 sposò Akshata Murthy, figlia di Narayana Murthy, miliardario indiano tra i fondatori di Infosys, una delle più grandi compagnie informatiche del Subcontinente. Già dipendente di Goldman Sachs e in seguito partner presso la società di gestione di hedge fund The Children’s Investment Fund Management, l’ascesa politica di Sunak iniziò nel 2015, quando venne eletto parlamentare Tory.

Sottosegretario parlamentare nel secondo governo di Theresa May, tenace sostenitore della Brexit e strenuo liberista, il nuovo premier si è fortemente battuto contro un’eccessiva spesa pubblica per sostenere l’economia britannica durante la pandemia di Covid 19. Cancelliere dello Scacchiere (corrispondente al nostro ministro delle Finanze) durante il governo di Boris Johnson, lo scorso aprile venne multato – insieme all’ora primo ministro – per aver violato le restrizioni anti Covid in relazione allo scandalo Partygate, scoppiato nel contesto di feste ed eventi tenuti fra il 2020 e 2021 a Downing Street e nelle sedi ministeriali a Whitehall, durante le fasi più problematiche della pandemia.

Lo scorso agosto, un video tirato fuori dal sito del New Statesman (giornale storicamente vicino ai laburisti), rischiò di compromettere seriamente la carriera politica di Sunak. Le immagini mostravano infatti un incontro tra il nuovo premier in pectore e alcuni attivisti a Tunbridge Wells, nel Kent, zona piuttosto benestante dell’hinterland di Londra. Sunak, da Cancelliere, disse di aver “spostato” fondi pubblici verso aree economicamente prospere come Tunbridge Wells, togliendoli ad aree più “depresse” poiché ritenute poco produttive. Una clamorosa gaffe che, a ben vedere, non ha affossato davvero Sunak.

Eugenio Palazzini

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