Il Primato Nazionale mensile in edicola

nizzaRoma, 15 lug – Fate piano, che gli Europei dormono. Il giorno dopo la mattanza di Nizza, la priorità delle autorità francesi sembra essere quella di censurare le immagini della strage. Facebook, per esempio, ha condiviso sul suo account “Newswire” un video di un utente Instagram che mostrava la carneficina del camion sulla Promenade e in cui erano visibili anche cadaveri potenzialmente riconoscibili. Filmato poi ritirato proprio in seguito alle lamentele di numerosi utenti.



“Non diffondete foto esplicite, siate responsabili”, ha scritto la Procura di Nizza. “Se vedete un contenuto scioccante, non lo diffondete: segnalatecelo”, ha scritto il governo francese. Era già successo con il Bataclan, dove lo scatto agghiacciante del pavimento del teatro ricoperto di sangue con i cadaveri sparsi ovunque aveva suscitato quasi più sdegno dell’attentato. Intanto il Conseil supérieur de l’audiovisuel ha lanciato un appello ai media affinché usino prudenza nella diffusione delle immagini. Si tratta, dicono, di tutelare “la dignità umana e il dolore delle persone”. Addirittura Le Figaro, quotidiano della destra liberale e che dovrebbe, in teoria, essere meno sensibile alle sirene del politicamente corretto, pubblica sul suo sito un manuale per segnalare “immagini choccanti, appelli al terrorismo e immagini islamofobe”. Il tutto messo sullo stesso piano, come se fosse uguale incitare alla strage di civili, mostrarne gli effetti o condannarne la matrice ideologica.

Intendiamoci, la pornografia del sangue ha un qualcosa di profondamente osceno. Ed è spesso inutile, come dimostra l’ininfluenza sull’opinione pubblica delle foto dei crimini israeliani con cui molti filo-palestinesi intasano il web, convinti che quelle foto di bambini maciullati spostino qualcosa nella consapevolezza dell’uomo della strada, cosa che non succede mai. Tutto vero. Ma, nel caso specifico, c’è davvero l’impressione che si voglia evitare una qualsiasi reazione emotiva differente dalla procedura standard: hashtag commosso, cambio foto profilo su facebook, gessetti colorati, Imagine. C’è un’avvilente dimensione di ottundimento volontario, un rifiutarsi di guardare in faccia la realtà. E invece, una volta tanto, la vista del sangue potrebbe essere utile. Ecco cosa ci fanno. Ecco dove ci hanno portato determinate politiche. Ecco cosa siamo diventati. Una volta tanto, forse dovremmo guardare in faccia l’abisso in cui stiamo precipitando.

Adriano Scianca



La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Con le politiche “progressiste” viene giustificata una sorta di seconda palpebra che offusca la vista di cose che si reputano “inopportune”.

    Inopportuno dire che Mohammed, Salah Abdeslam, Amedy Coulibaly, Larossi Abballa, ecc. non fossero Francesi, ma immigrati di prima, seconda e terza generazione.
    Inopportuno insistere sulla loro appartenenza all’ Islam Jihadista.
    Inopportuno sottolineare come il rischio che i terroristi aumentino sia connesso alle politiche che incentivano l’ immigrazione indiscriminata.

    Inopportuno mostrare la realtà, infine. Il risultato della strage senza filtri che potrebbe far nascere domande scomode agli spettatori. Domande che porterebbero alle risposte inopportune di cui sopra. Che farebbero individuare le responsabilità politiche di tutte queste stragi.

  2. Mah, eppure non si avevano tutte queste remore quando si mandava 24 su 24 la foto di Alain o di poveri invasori.Mistero, non sapremo mai quale sia la differenza, il genere umano non è pronto a tanta conoscenza.

  3. Mi trovo d’accordo con Nikasio.
    Di più mi riconosco nel pensiero di Paolo.
    Altro che Ialamodobia e razzismo, questi porci ci massacrano e lo fanno senza grossi problemi logistico strategici. Qui non c’entra la cultura se si lascia che tribunali cornici si sostituiscono all’ordine costituito alle nostre leggi, abbiamo già perso! Basta sindaci musulmani basta ai fondi da paesi canaglia come Arabia Qatar EAU sanzioni e dazi verso chi sostiene questi porci islamisti e per non farci mancare niente basta alla propaganda Vaticana immigrazionista e filo musulmana.
    Non so perché siamo stati risparmiati e poco conta ma credo e spero che se avvenisse una cosa del genere nel territorio italiano, il Popolo risponda con la dovuta durezza.

Commenta