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Roma, 27 lug –  Tom Cotton, senatore repubblicano dell’Arkansas, è convinto che la schiavitù sia stata un “male necessario” sul quale si sono fondati gli Stati Uniti d’America. “Dobbiamo studiare la storia della schiavitù, il suo ruolo e impatto sullo sviluppo del nostro Paese, altrimenti non possiamo capire il nostro Paese – ha dichiarato Cotton – come dicevano i Padri Fondatori, è stata un male necessario su cui l’Unione è stata costruita“. Poi il senatore repubblicano ha specificato che “l’unione è stata costruita, come ha detto Lincoln, in modo da mettere la schiavitù sulla strada della sua estinzione“.

Cotton contro il New York Times

Parole choc che hanno scatenato un’inevitabile bufera, considerato oltretutto il momento particolarmente delicato che gli Usa stanno vivendo relativamente proprio a questi temi. Proteste e polemiche che per ora stanno infuriando soprattutto sui social, con il senatore dell’Arkansas preso di mira anche per il suo noto sostegno al presidente Donald Trump. Cotton ha tentato si spiegare perché è contrario al 1619 Project, dall’anno in cui i primi schiavi furono condotti dall’Africa in America, un progetto attraverso il quale il New York Times sta ripercorrendo la storia della schiavitù. Il senatore repubblicano si oppone da giorni a questa iniziativa, da lui etichettata come “propaganda dell’estrema sinistra”, e ha presentato un disegno di legge per togliere i fondi federali alle scuole che la adotteranno.

A tal proposito Cotton ha detto che “anche un penny sarebbe troppo se andasse al progetto nelle nostre scuole pubbliche, il New York Times non dovrebbe insegnare la storia ai nostri ragazzi”. E se le “scuole di sinistra” prenderanno in considerazione questo progetto non avranno un soldo pubblico per “insegnare ai ragazzi a odiare l’America”. Perché “l’intera premessa del progetto è che l’America sia alla radice un paese irrimediabilmente razzista”. Invece è “un grande e nobile Paese fondato sull’affermazione che tutta l’umanità è stata creata uguale. Abbiamo sempre lottato per mantenere questa promessa, nessun Paese ha mai fatto di più per raggiungerla”.

L’esercito contro i Black lives matter

Va detto comunque che le frizioni tra il senatore repubblicano e il New York Times erano già iniziate quando il giornale pubblicò un intervento di Cotton che proponeva di “inviare l’esercito” contro i manifestanti Black lives matter. Addirittura vi furono proteste contro il quotidiano perché aveva dato spazio a un commento di questo tipo, seppur chiaro a tutti che i giornalisti non lo approvavano affatto. Prevalse però la gogna social, con il responsabile della pagina dei commenti del Times, James Bennet, che arrivò a dare le dimissioni.

Eugenio Palazzini

4 Commenti

  1. Qui manca l’ abc: una cosa sono gli schiavi, una cosa sono i servi; una cosa è l’ America, una cosa sono gli Usa; una cosa sono gli sfruttatori, una cosa sono i benefattori; una cosa è la scala gerarchica nobile, una cosa è la pura prepotenza del più forte; ecc.ecc. Questo T. Cotton ne ha da mangiar di pagnotte per reggere gli attacchi… Da un servo, onorato di essere servo di valori superiori e ribelle infinito verso gli inferiori inferi.
    In alto i cuori.

  2. Beh ? cos’ avrebbe detto di strano ?????

    Per altro agli IDIOTI Bongo lives matter , che abbattono le statue di Colombo ….. faccio notare la differenza tra il 1619 , da loro RICONOSCIUTO come INIZIO dello schiavismo USA ed il 1492 ….

    Ben 127 ANNI PRIMA Colombo avrebbe inventato lo schiavismo ….. ???
    COME ??????

    Asini , studiate la Linea del tempo !!!!!

    Dalle mie parti si dice “l’è bel ves scemi”
    “è bello essere scemi” …..

    • Ma qui vanno a parare sul 1858! Il 16 giugno, Lincoln cominciava un suo famoso discorso con “Questo paese non può vivere continuamente metà schiavo e metà libero…” La questione è se la filosofia sudista è da considerarsi schiavista o meno. Mi pare che i “tuoi” bingo-bongo fossero più servi… (data tratta dal libro importante di D.Venner, Il Bianco Sole dei Vinti).

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