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Roma, 4 apr – Quindi per il Fatto Quotidiano, “il terrore islamico dà una mano a Putin”. Così il giornale di Padellaro ha espresso tutto il suo umano cordoglio verso le 14 vittime di un barbarico attacco terroristico contro i civili. Persone maciullate, sfigurate da schegge e chiodi inseriti nell’ordigno per colpire in modo più sanguinario possibile. Ecco, tutto quello che il Fatto ha da dire a questa gente e ai loro parenti è che Putin ci guadagna. L’orgia di retorica che in genere accompagna questi attentati è stata saltata a pie’ pari per passare subito alla ricerca del più malizioso “cui prodest?”. Non è certo il caso di rimpiangere i “pray for…”, ma l’impressione è che queste vittime, a differenza delle alte, non meritino proprio preghiera alcuna.

Certo, che ora il popolo russo si stringa attorno al suo leader, ultimamente sotto pressione dalle proteste dei suoi oppositori represse in maniera piuttosto sbrigativa, è probabile. Il Fatto, tuttavia, sembra fare un passo ulteriore, alludendo malignamente alla possibilità di un “attentato di Stato”. Ovviamente non abbiamo elementi per escludere tale eventualità al 100%. C’è però da chiedersi solo perché ogni ipotesi alternativa sull’11 settembre o su Charlie Hebdo venga automaticamente bollata (molto spesso a ragione, beninteso) come fake news complottista, per di più offensiva e fuori luogo, mentre qui l’ipotesi più fantasiosa acquisisce addirittura il rango di titolo d’apertura di uno dei più venduti quotidiani italiani. Come se Putin fosse più cinico, spregiudicato o malvagio dei governanti occidentali.

Il retropensiero è che in Russia, in fondo, queste cose siano all’ordine del giorno: calano i sondaggi e il presidente decide di far saltare in aria la metropolitana. In Occidente, invece, no, queste cose non succedono. I governanti di Usa, Israele, Inghilterra, Francia, sono tutti idealisti di sani principi. Aggiungiamo, poi, un’ulteriore considerazione: qualcuno si è chiesto perché ogni attentato in Francia o Germania ha minato il consenso di Hollande e della Merkel, mentre ogni attentato in Russia rafforza Putin? Forse perché i primi due vengono riconosciuti come complici diretti e indiretti dei terroristi e il secondo, anche al netto delle esagerazioni “virali”, è noto come uno che i terroristi li combatte? Questa è la vera domanda da porsi. Ma se aspettiamo che se la ponga il Fatto attenderemo invano.

Adriano Scianca

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