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Brasilia, 25 mag. – Il Brasile brucia. La folla che protesta contro la corruzione e il governo di Michel Temer sta assaltando i ministeri a Brasilia, la capitale politica del Brasile, e l’esercito è stato schierato per proteggerli. In totale per le strade di Brasilia sono stati dispiegati 1.300 soldati e 200 fucilieri navali, che rimarranno schierati fino al 31 maggio.

Le proteste della gente sono nate dopo che il presidente Temer è stato registrato mentre autorizzava due imprenditori a pagare una mazzetta all’ex presidente della Camera, Eduardo Cunha, in prigione, per comprare il suo silenzio nell’ambito della Lava Jato, a maxi inchiesta sulla corruzione relativa allo scandalo Petrobras. Nonostante alcuni parlamentari abbiano presentato richiesta di impeachment, Temer non ha alcuna intenzione di mollare il potere.

La situazione in Brasile è tesissima e Temer, che un anno fa aveva ordito l’impeachment contro l’ex presidente Dilma Roussef, rischia la stessa sorte. Il Tribunale Supremo federale vuole incriminarlo per corruzione passiva, intralcio alla giustizia e associazione a delinquere. Lui si difende, nega ogni addebito e per rilanciare la sua immagine vuole varare una riforma del lavoro che  i suoi oppositori definiscono “inaccettabile”.In sostanza vengono aboliti i perni fondamentali dello Statuto dei lavoratori varato nel 1943. Giorni fa, per questo motivo, il Paese si è fermato per 24 ore, con il primo sciopero generale dopo 20 anni.

Al momento il bilancio degli scontri della manifestazione di ieri è di 1 morto e 49 feriti. Sette le persone arrestate. Quella di schierare l’esercito è una decisione che, seppur presa in all’articolo 142 della Costituzione federale, è stata criticata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione in Brasile, e dopo le critiche Temer ha spiegato che è pronto a revocare l’ordine non appena tornerà la calma.

È stata una giornata di pesanti scontri quella di ieri, quando la manifestazione, a cui ha partecipato un numero imprecisato di persone, chi dice 40mila e chi 100mila, per chiedere le dimissioni di Temer è degenerata in violenza guerriglia. I poliziotti schierati pare fossero 5mila: un numero insufficiente che ha portato Temer a schierare l’esercito. I manifestanti hanno dato alle fiamme la sede del ministero dell’Agricoltura, che si trova sulla strada per raggiungere la residenza di Temer. Sono stati attaccati anche i ministeri delle Finanze, della Cultura, del Turismo e dell’Energia e delle Miniere. Impiegati, funzionari e addetti dei vari ministeri sono stati evacuati poco prima che i manifestanti lanciassero le molotov. Gli incidenti sono cominciati dopo che il corteo, partito pacificamente, ha raggiunto il Congresso, e si sono estesi per oltre due chilometri, sul viale dei ministeri.

 

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