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Forze ArmateMosca, 25 mag – Mercoledì scorso in una conferenza stampa il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha annunciato che la Russia continuerà ad implementare i propri sistemi d’arma per controbilanciare le sfide che le sono imposte e salvaguardare i propri interessi nazionali.



“Gli Stati Uniti e le altre nazioni occidentali continuano ad imporre l’idea della minaccia delle Forze Armate russe alla comunità internazionale, e molti altri Stati seguono questa politica”. Sono state le parole del Ministro Shoigu alla Camera Alta del Parlamento russo. “Contro questo scenario il Ministero della Difesa russo pone speciale attenzione a sostenere la deterrenza nucleare migliorando la triade atomica composta da missili balistici intercontinentali basati a terra, bombardieri strategici e sottomarini atomici” ha infine aggiunto il Ministro. Le Forze Missilistiche Strategiche (Raketnye vojska strategičeskogo naznačenija), attualmente composte da 3 armate divise in 13 divisioni dotate di 411 missili di vario tipo che fanno sommare più di 1500 testate nucleari, stanno ricevendo il nuovo missile balistico intercontinentale mobile RS-24 “Yars” dotato di nuovi accorgimenti in grado di penetrare le difese ABM americane (almeno secondo le fonti russe): un totale di 17 reggimenti sarà riarmato con questi moderni missili entro il 2021.

Sempre secondo Shoigu la Russia sta pianificando la capacità di modernizzare 4 o 5 bombardieri ogni anno: già nel 2016 le Forze Aeree Russe (VVS) hanno ricevuto due Tupolev Tu-160 “Blackjack” migliorati (l’attuale flotta ne vede in linea solo 14) e due Tupolev Tu-95MS “Bear”. Dopo il 2021 la Russia prevede di iniziare la produzione di massa del nuovo Tu-160M2 che sarà in grado di colpire bersagli in remoto senza entrare nelle potenziali zone di difesa aerea del nemico.

Per quanto riguarda la flotta di sottomarini atomici la Russia attualmente ha nove moderni vascelli lanciamissili intercontinentali e prevede di aumentarne il numero a 13, inclusi 7 dei nuovi classe Borei equipaggiati con il nuovo missile Bulava, il cui sviluppo ha subito notevoli ritardi rispetto a quanto preventivato originalmente.

Nel campo delle nuove costruzioni aeronautiche il nuovo Sukhoi T-50 (PAK-FA) entrerà in linea nel 2019, con circa 5 anni di ritardo rispetto a quanto ci si attendeva e con più di un decennio rispetto alla sua controparte occidentale: l’F-22 “Raptor”. Il nuovo sistema missilistico da difesa d’area (A2/AD – Anti Access/Area Denial) S-500, vera punta di diamante della produzione bellica russa oltre alla nuova piattaforma MBT “Armata”, sarà consegnato ai reparti nel 2020. Ancora in alto mare, è il caso di dirlo, la componente portaeromobili della Flotta: dopo l’esperienza siriana (con due aviogetti persi per incidente) la Kuznetsov, unica nave portaerei in forza nella Flotta russa, resterà ai lavori per almeno un anno e la costruzione di una nuova unità dello stesso tipo, probabilmente quindi ancora a propulsione convenzionale, è ancora in fase di studio.

Paolo Mauri

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