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elezioni dipartimentali franciaParigi, 30 mar – In termini percentuali, il buon risultato del turno precedente è confermato. In termini di quote di potere reale conquistato, il discorso si fa più complicato, anche a causa di un sistema elettorale che sembra fatto apposta per escluderlo.

Dopo il secondo turno delle dipartimentali francesi, il Front national si trova di fronte al solito bicchiere mezzo pieno. Pur riuscendo a imporsi in un numero di cantoni che oscilla tra 43 e 47, il Fn non riesce ad avere la maggioranza assoluta in nessun dipartimento (i cantoni sono le circoscrizioni elettorali dei dipartimenti, equivalenti alle nostre province). Neanche in Aisne e Vaucluse, che sembravano alla sua portata.

Il partito passa tuttavia da uno a 60 consiglieri dipartimentali eletti.

“Dateci tempo, nel 2007 facevamo il 4,5% alle legislative. Aumentiamo il nostro score alle cantonali di 10 punti rispetto al 2011. Non è poco”, spiega Marine Le Pen.

Occhio puntato, ora, alle regionali di dicembre, in cui il partito spera di portare a casa quattro regioni: Nord-Pas-de-Calais-Picardie, Provence-Alpes-Côte-Azur, Alsace-Champagne-Ardennes-Lorraine e Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées.

Intanto l’Ump (il partito di Sarkozy) e i suoi alleati, che dirigevano 40 consigli generali, ne portano a casa 67, con 1032 consiglieri eletti. Disfatta totale per la sinistra: fin qui dirigeva 61 dipartimenti, ne esce vincitrice in soli 34. Un solo dipartimento è passato da destra a sinistra: è la Lozère, il dipartimento meno popolato di Francia. In 28 casi è invece successa la cosa opposta: si è passati da un governo locale di sinistra a uno di destra. Bruciano, in particolare, le sconfitte in alcuni bastioni storici della sinistra, come Côtes-d’Armor e Bouches-du-Rhône.

Il tasso di astensione si attesta attorno al 50%, cifra leggermente superiore a quella del primo turno (49,83%).

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