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Michela-Vittoria-Brambilla-LaPresseRoma, 30 mar – Quando si prende un partito politico e lo si trasforma in un centro di reclutamento per nani, ballerine e mezze figure dalla cosiddetta società civile, cooptate nel palazzo per ben altri fini che non fare leggi, i risultati sono questi: due anni di carcere per chi cucina coniglio.

La folle proposta viene dall’ineffabile Michela Vittoria Brambilla, parlamentare di Forza Italia con la coscia lunga e la fissa per l’animalismo.

Secondo l’esponente azzurra, il coniglio dovrebbe diventare un “animale d’affezione”. E pazienza per le decine di ricette regionali che la tradizione culinaria italiana riservano al coniglio: tradizioni criminali, a quanto pare, il posto dei leporidi è in salotto, non in pentola. È più “naturale”, a quanto pare.

“I conigli – sottolinea la deputata di Forza Italia – meritano le stesse tutele di tutti gli altri animali che vivono nelle nostre case o che comunque sono inseriti nel contesto familiare”. Il regime sanzionatorio previsto dalla proposta Brambilla non è leggero: chiunque “allevi, esporti, importi, sfrutti economicamente o detenga, trasporti, ceda o riceva a qualunque titolo conigli al fine della macellazione, o commercializzi le loro carni” rischia da quattro mesi a due anni di carcere e una multa da 1.000 a 5mila euro per ciascun animale.

Pura follia, ovviamente. Ma è una follia che è indice di una degenerazione politica totale, assoluta, che ha sganciato il centrodestra italiano dalla realtà (laddove il successo di Berlusconi fu dovuto proprio alla sua capacità di sembrare, se non di essere, l’interprete della società reale contro le fisse ideologiche anti-popolari della sinistra).

Un partito serio o un semplice partito, anche non serio, sbatterebbero persone come la Brambilla in un limbo di anonimato, in attesa del definitivo oblio. In Forza Italia, invece, vengono quasi prese per normali e finiscono per dettare la linea. Che brutta fine…

Adriano Scianca

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