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Alingsas, 26 dic – Una donna di 45 anni, esponente del partito Socialdemocratico svedese, è stata condannata a sei mesi di carcere per molestie sessuali nei confronti di un minore. Nel corso del 2017 si sarebbe resa colpevole di aver consumato almeno una decina di rapporti sessuali con un sedicenne afghano. Il giovane risiedeva nel centro per i rifugiati di Alingsas dove la politica svolgeva la sua attività lavorativa.

Secondo quanto rilevato dagli inquirenti, durante il primo incontro il minore avrebbe aiutato la donna a trasportare un lettino da massaggi nella sua abitazione. Ricalcando un clichè degno del più banale dei film hard, lei si sarebbe offerta di fare un massaggio al ragazzo. Il resto lo possiamo immaginare. Successivamente la politica svedese avrebbe sommerso il ragazzino di regali, tra cui vestiti, un cellulare, sigarette e persino alcolici, spiegandogli che gli “avrebbe procurato un passaporto”.

In sede processuale il giovane rifugiato ha raccontato che la cougar di fede socialdemocratica avrebbe insistito nel consumare rapporti non protetti con l’intenzione di rimanere incinta. Il quadro della situazione risulta particolarmente grave se a ciò si aggiunge che, oltre all’impegno politico, la donna è anche un ufficiale delle Forze Armate. L’imputata, d’altro canto, ha dichiarato che nonostante il suo iniziale e palese interesse per il ragazzo, l’iniziativa era “interamente” da attribuirsi all’adolescente.

Secondo la Corte Distrettuale, è “ovvio” che il sedicenne si sia trovato in una condizione di dipendenza da una donna molto più anziana di lui. L’imputata avrebbe “gravemente abusato di tale dipendenza”, secondo il verdetto, ed è quindi stata condannata a sei mesi di carcere e a pagare 8mila euro di danni all’adolescente. Indulgere nel più becero e trito degli stereotipi quindi – la ultra quarantenne che si invaghisce del giovane refugee di turno – non solo è costato caro alla signora, ma ha contribuito a rinforzare ulteriormente questo cliché. Se ce ne fosse mai stato il bisogno.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Ma guarda un po’………dopo simili notizie, oramai all’ordine del giorno, viste le enormi cifre economiche mosse dal turismo sessuale femminile e dalla vastità assunta da tali fenomeni nei paesi nord europei,mi sarei aspettato titoloni e mega informazioni sul fatto sessualmente rilevante……… Al contrario tutto tace,da skypd24 a repubblica, passando per i comunistoidi di rai e mezzaset , poiché raccontare che una donna ha potuto compiere un gesto di basso profilo, ma dettato da debolezza e dal desiderio, potrebbe compromettere le enormi cazzate che ogni giorno me too ed altre marziane simili cercano di propinarci,spargendo il loro malessere interiore. Che schifo,che pena.

  2. Senti, senti che cosa ha combinato la valchiria scandinava!
    E pensare che proprio le svedesi considerano molestia sessuale (sexual harassment) soltanto flirtare oppure essere fissate appena un po’ in discoteca……… Per non parlar poi di un rapposto sessuale, che ora in Svezia richiede il pieno ed esplicito consenso (scritto?) della donna!!! Ed invece……………. Sicuramente lassù non hanno bravi psicanalisti.
    Ipocriti pagliacci, ecco che cosa può succedere andando contro natura.

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