Roma, 5 ago — Assurto a celebrità sui social — specialmente su TikTok dove poteva vantare un milione e mezzo di follower — il bodybuilder brasiliano Valdir Segato ha pagato con la vita la sua continua ossessione per il proprio fisico. Un’ossessione, unita al narcisismo radicale da social, che lo aveva tristemente trasformato in una sorta di fenomeno da baraccone: i suoi follower, più che seguaci e appassionati apparivano infatti come persone desiderose di confrontarsi con qualcosa di insolito, bizzarro, al limite del grottesco.

Muore il bodybuilder che si iniettava olio nei muscoli

Perché il bodybuilder, non pago degli esercizi in palestra, aveva iniziato da tempo a iniettarsi addirittura una mistura micidiale di olio, alcol benzilico e lidocaina nei muscoli, contro ovviamente il parere di qualunque medico e sanitario consultato. Quel trattamento gli aveva consentito di sviluppare dei bicipiti di oltre 60 centimetri di circonferenza e dei pettorali davvero, e grottescamente, simili a seni plastici. L’aspetto di Segato era divenuto, oggettivamente, quello di un freak, e le sue condizioni di salute e e i rischi che stava correndo erano ben noti a chi lo seguiva.

Vittima dei social

E’ morto il giorno stesso del suo stesso compleanno, a cinquantacinque anni. Ormai vittima del delirio social, si era trasferito a 300 km di distanza dalla sua città natale, San Paolo, a Ribeirao Preto. E qui produceva contenuti per i social; era noto con nomignoli come Schwarzenegger, He-Man e Hulk, tutti con evidente significato sarcastico e ironico; perché a differenza dei personaggi citati, tutti con muscolature armoniche e nel caso di Schwarzenegger e Lou Ferrigno frutto di durissimo lavoro in palestra, Segato era divenuto celebre per il suo aspetto grottesco.

Ossessione mortale

Ma lui era contento così. «Questo mi soddisfa» era solito ripetere. E ancora: «Ho raddoppiato le dimensioni dei miei bicipiti, ma voglio comunque essere più grande». Questa ossessione per abbattere i limiti della fisiologia lo aveva portato alla estrema decisione di iniettare sostanze chimiche nei muscoli, come ad esempio il Synthol. I rischi gli erano ben noti, e lui stesso li aveva confidati al DailyMail in una intervista. «I medici — diceva — mi hanno più volte consigliato di smettere di usare quella sostanza, ma è una mia decisione… lo faccio perché mi piace».

Impossibile che il suo corpo potesse reggere a un simile trattamento. «Erano circa le 6 del mattino — dice al giornale brasiliano Globo un vicino di casa, ultimo ad averlo visto ancora in vita — e lui è venuto strisciando e ha bussato alla finestra di mia madre. Ha bussato più volte fino a quando lei si è svegliata e le ha detto: aiutami, aiutami perché sto morendo». Inutile il trasporto d’urgenza al North Emergency Care Unit, dove Segato è deceduto. Effettuata l’autopsia sul cadavere anche se non ne sono stati diramati gli esiti.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. in realtà Arnold si “bombava” alla grande,così come è OBBLIGO fare nel bodybuilding professionistico.
    inutile dire che i gravi complessi psicologici che portano a danneggiare il proprio fisico in una maniera o in un’altra non cambiano affatto a secondo di quello che ci si inietta.

    ergo, non vedo una grande differenza tra questo signore,Arnold o un travestito qualsiasi.

    inutile dire che l’antico concetto greco-romano di forma fisica come mera conseguenza del gesto atletico qui non c’entra proprio nulla.

  2. @blackwater Arnold si allenava ore duramente ed aveva una muscolatura armoniosa, non c’entra nulla con questo pazzo che invece si iniettava Synthol.

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