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Damasco, 23 sett. – In un’intervista concessa all’agenzia stampa Associated Press, il presidente siriano Bashar al-Assad attacca gli Stati Uniti colpevoli dell’interruzione del cessate il fuoco dopo i bombardamenti alle postazioni dell’esercito regolare siriano a Deir Ez Zor, che hanno causato la morte di 60 militari governativi. Assad non crede alla versione statunitense del “tragico errore”: “Non è stato un errore di un solo aereo. Sono stati quattro aerei che attaccavano le posizioni delle truppe siriane per quasi un’ora, o un po’ più di un’ora. Non si commette un errore per più di un’ora. Questo è il primo punto. In secondo luogo, loro non stavano attaccando un edificio in un quartiere; stavano attaccando un posto enorme costituito da molte colline, e non c’erano terroristi nelle vicinanze. Allo stesso tempo, le truppe dell’ISIS hanno attaccato subito dopo l’attacco americano. Come potevano sapere che gli americani stavano per attaccare quella posizione, al tempo stesso raggruppare i loro militanti per avanzare subito e conquistarla un’ora dopo il bombardamento? Questo è stato sicuramente intenzionale, e non un errore, come hanno sostenuto”.

Il presidente siriano espone poi le sue perplessità riguardo una ripresa del cessate il fuoco come auspicato da più parti in questi giorni: “Abbiamo annunciato che siamo pronti ad essere impegnati a qualsiasi battuta d’arresto delle operazioni, o se si vuole chiamarlo cessate il fuoco, ma non si tratta della Siria o della Russia; si tratta di Stati Uniti e dei gruppi terroristici che sono affiliati all’ISIS, al-Nusra, Al Qaeda e Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita. Hanno annunciato pubblicamente che non si sono impegnati, e questo non è il primo tentativo di arrestare le operazioni in Siria. Il primo tentativo è stato lo scorso mese di febbraio, e non ha funzionato, credo che gli Stati Uniti non sono sinceri per quanto riguarda la cessazione delle violenze in Siria…”.

Riguardo la possibile collaborazione militare congiunta Usa-Russia contro i terroristi, il presidente ribadisce la sua posizione: “Anche in questo caso, in pratica, sì, ma in realtà, no, perché gli Stati Uniti non hanno la volontà di combattere contro al-Nusra o l’ISIS, perché credono che questa è una carta che possono utilizzare per la propria agenda. Se attaccano al-Nusra o ISIS, perderanno una carta molto importante nella situazione in Siria. Quindi, non credo che gli Stati Uniti saranno pronti a unirsi Russia nella lotta contro i terroristi in Siria”. Il presidente Assad ha infine respinto al mittente le accuse statunitensi riguardanti il bombardamento contro i convogli della Mezzaluna rossa, ritenendo ormai “poco credibili” i pareri dei generali Usa e “prive di fondamento” le notizie da loro diramate dall’inizio del conflitto siriano. In conclusione il raìs ha annunciato che a breve si recherà in visita proprio ad Aleppo.

Guido Bruno

1 commento

  1. ..Certo aiuto determinante quello della Federazione Russa..ma il Presidente Bashar dimostra di essere un vero leader, lucido, determinato e capace di tener testa agli US e compari…

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