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Sciiti iracheniBeirut, 9 mar – Una milizia sciita irachena ha creato una brigata incaricata unicamente di liberare il Golan dall’occupazione israeliana. E’ quanto riportano alcuni siti di informazione arabi tra cui Al Masdar e alcune fonti militari irachene. “Dopo le recenti vittorie in Siria abbiamo deciso di formare la Golan Liberation Brigade”, ha dichiarato Seyed Hashem Moussavi portavoce del movimento Harakat al-Hezbollah Nujaba.

“Se il governo siriano ce lo chiederà siamo pronti ad intraprendere azioni militari finalizzate alla liberazione del Golan”, ha aggiunto Moussavi. Una vera e propria dichiarazione di guerra ad Israele, ma allo stesso tempo la conferma che il Medio Oriente è un territorio sempre più caldo e soggetto a continui possibili stravolgimenti, considerate soprattutto le rivendicazioni degli attori che si muovono al suo interno. L’occupazione di gran parte delle alture da parte di Tel Aviv perdura dalla guerra dei sei giorni del 1967 ai danni proprio della Siria, con l’annessione del Golan ufficializzata da Israele nel 1981 in seguito alla costruzione di numerosi insediamenti nella parte restante del territorio. La Legge delle Alture del Golan, che pose nel 1981 la regione sotto il diritto civile, l’amministrazione e la giurisdizione israeliana, è stata condannata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la Risoluzione 497 che ha definito la decisione israeliana “nulla e priva di ogni rilevanza giuridica internazionale”.

La Siria, l’Iran, Hezbollah e gli sciiti iracheni hanno chiesto ripetutamente ad Israele di riconsegnare al governo di Damasco le alture. E non si contano gli scontri avvenuti nella zona negli ultimi decenni, con Israele che ha sempre ignorato le pressioni Onu ma soprattutto del mondo arabo. L’annunciata costituzione della brigata per la liberazione del Golan non è quindi un fulmine a ciel sereno, ma pone ancora di più l’attenzione sui labili confini, spesso fittizi o comunque instabili, del Medio Oriente.

Eugenio Palazzini

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