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Damasco, 9 apr – Mentre Trump, Macron e i media correct di tutto il mondo uniti sono alla ricerca spasmodica di nuove armi filosofali al fine di accusare Assad dei peggiori crimini, una serie di raid missilistici sono stati compiuti nella notte contro la base aerea Tayfur vicina a Homs, città della Siria centrale per altro in buona parte distrutta. L’attacco ha provocato almeno 14 vittime e secondo il ministero della Difesa russo non ci sono dubbi su chi lo ha sferrato: “Si tratta di due caccia F-15 dell’aeronautica israeliana”. Cinque missili su otto sono stati intercettati dall’antiaerea siriana ma, ha fatto sapere l’agenzia russa Tass, “tre hanno colpito la zona occidentale dell’aeroporto – anche se – nessun consigliere russo in Siria è stato ferito”.
Serjej Lavrov, ministro degli Esteri di Mosca, ha poi dichiarato che il raid missilistico costituisce uno “sviluppo molto pericoloso”, mettendo in guardia gli Stati Uniti dall’effettuare ulteriori attacchi sul territorio siriano. “Lo sapete, abbiamo degli obblighi nei confronti della Siria e i nostri militari hanno già espresso i loro commenti”, ha detto il ministro russo. Lavrov ha specificato che gli obblighi in questione si basano sul “nostro accordo concluso con il legittimo governo della Repubblica araba siriana su richiesta di questo governo, che è, per inciso, uno stato membro delle Nazioni Unite”. La Russia non solo quindi ha espressamente accusato Israele di aver bombardato, provocando numerosi morti, una base siriana. Ha voluto anche ricordare a Trump, e di conseguenza a Macron, che la “forte risposta coordinata” tra Usa e Francia troverebbe ancora una volta l’opposizione russa.
Nella conferenza stampa tenutasi oggi tra Lavrov e il ministro degli Esteri del Tagikistan Sirodjidin Aslov a Mosca, incontro finalizzato a discutere dei rapporti bilaterali tra i due Paesi e dei principali temi nell’agenda internazionale, il ministro degli Esteri russo ha affermato che le accuse da parte di molti media sull’uso di sostanze chimiche da parte di Assad a Ghouta est sono del tutto false, così come artefatte sono le immagini che mostrano le presunte persone colpite. Secondo Lavrov si tratta della solita messinscena dei cosiddetti “elmetti bianchi”. Sull’inattendibilità di quest’ultimi soggetti e sul loro legame con i terroristi abbiamo scritto più volte su questo giornale, eppure continuano ad essere la principale fonte (assieme all’altro grande propagatore di fake news, ovvero l’Osservatorio Siriano) della gran parte dei media occidentali.
Lavrov ha sottolineato che l’obiettivo di queste nuove accuse contro il presidente siriano è quello di lanciare una campagna globale contro Damasco, Mosca e Teheran. Mentre la Russia “intende condurre un’indagine seria e non politicizzata sull’uso delle sostanze chimiche”. Il ministro russo si è chiesto poi come Macron e Trump possano essere in grado di scambiarsi rapidamente prove sull’uso di queste sostanze chimiche in Siria, quando gli esperti russi e i rappresentanti della Mezzaluna Rossa, dopo lunghe indagini, non ne abbiamo trovato traccia.
Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Americani, Israeliani e Inglesi avranno presto una consona lezione per capire che il loro ruolo in terra è cambiato!

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