Roma, 9 apr – Era l’8 aprile 1859 quando a Torino nasceva Alberto Peano, un personaggio molto importante per la storia della nostra nazione, in particolare durante il primo conflitto mondiale, ma che, come tutti gli altri personaggi esaminati in questa rubrica, è finito presto nel dimenticatoio. Fin dagli inizi del 1900, Alberto entrò in contatto molto stretto con Vittorio Emanuele II tanto da venir nominato aiutante di campo generale onorario di Sua Maestà. Nei mesi immediatamente precedenti al conflitto, Peano lavorò per riordinare e preparare le truppe italiane ad Alessandria addestrandole per l’imminente conflitto. Il 24 maggio assieme agli altri “primi fanti” attraversava il Piave, in prima linea, pronto a dare l’esempio ai suoi compagni. Distintosi per valore oltre che per abilità bellica venne promosso Generale.

Rimase al fronte per ben 3 anni, fino al 1917. In quest’anno, infatti, Peano venne inviato in Romania. Il 19 agosto di quell’anno venne mandato a Iasi nella Moldavia Rumena, ivi il generale italiano venne posto a capo della missione italiana in Romania, allo stato maggiore dell’esercito slavo. La missione di Peano non era facile, addestrare e preparare i soldati rumeni a respingere gli austro-ungarici avrebbe permesso alle potenze dell’Intesa di avere una roccaforte a est in funzione anti–tedesca e anti-austriaca. La stessa missione era stata iniziata nei mesi precedenti anche dai francesi, ma con scarsi risultati. La Romania stava soffrendo da anni, però, il peso del conflitto e, alla fine del 1917, subì una pesante offensiva da parte degli Imperi Centrali che, avendo ottenuto un momento di respiro dopo la disfatta italiana di Caporetto e l’abbandono del conflitto da parte della Russia, riuscirono a sconfiggerla.

Peano rimase in terra straniera per molto tempo e, per quasi otto mesi, non poté comunicare con la madrepatria. Alcuni suoi compagni riuscirono, però, a tornare in patria con altri fuggitivi dai campi di prigionia austriaci. Giunti in Italia, sotto Luciano Ferigo, fondarono la Legione Romena d’Italia. La Legione combatté anche a difesa del legittimo Governo rumeno dopo la guerra, difendendolo per quanto possibile dalle aggressioni sovietiche e dalle rivolte comuniste di Bela Kun. A guerra finita, Peano riuscì a tornare in Italia dove venne congedato e coperto di tutti gli onori militari di eroe di guerra. Poco prima di Natale, nel 1930, l’eroe di Romania morì a Genova.

Tommaso Lunardi

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