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Roma, 9 apr – Matteo Salvini smuove lo stagno dell’impasse politica e fa la prima mossa della settimana nell’ottica di un accordo centrodestra-5 Stelle. Il leader della Lega chiude a un premier “terzo” che possa andare bene a entrambi gli schieramenti (“Non ci sono i voti in Parlamento”) e chiude pure a altri vertici della sua coalizione (“Non ci sono altri vertici, non è che possiamo far vertici tutti i giorni. Esiste il telefono fortunatamente, nel 2018”). Chiederà invece un incontro a Luigi Di Maio per vedere “se vuole ragionare o se preferisce il Pd, perché io ho visto che dice dialogo col Pd e anche con Renzi… auguri”.
Ad Udine, Salvini boccia l’ipotesi di un premier che non sia lui: “Premier terzo? Quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente”. E rilancia: “A Di Maio chiederò un incontro volentieri, sulla disponibilità a venirci incontro per fare. Gli italiani chiedono di fare. Al di là dei veti o delle simpatie, facciamo qualcosa o no? Se la risposta è no, i numeri sono numeri, si torna al voto”. Anche perché, ricorda il capo politico della Lega, “il dialogo è possibile ma a patto che la smettano di porre veti e di mettersi al centro del mondo, visto che sono arrivati secondi e non primi“.
Invece, sul fronte delle regionali del 29 aprile, Salvini spiega il perché del cambio di programma del centrodestra: “La candidatura di Fedriga alla Regione Friuli Venezia Giulia la chiedeva la gente“.
“Non era mai successo in passato – aggiunge il leader della Lega – che tantissime persone, di diverso livello sociale, culturale di Udine chiedessero un triestino alla presidenza della Regione. Vuol dire che è ritenuta una persona pulita, onesta e perbene. La politica ha ascoltato e ha fatto un passo indietro, quindi quelli che avevano altri disegni con altri candidati hanno fatto spazio alla richiesta della gente. E stando ai sondaggi in giro è stata la scelta vincente”.
La Lega per vincere anche in Friuli ha bisogno di Berlusconi. Questo la dice lunga sul perché Salvini non molla Forza Italia nella trattativa per Palazzo Chigi.
Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Di Stefano e casapound nei loro comizi elettorali le dicevano ste cose…che si sarebbe arrivati al niente, forza casapound

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