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le pen marine operaiParigi, 28 apr. – Marine Le Pen negli ultimi sondaggi ha guadagnato il 2% in due giorni. Si assottiglia così il distacco che la candidata del Front National per la corsa all’Eliseo ha nei confronti del pupillo delle banche Emmanuel Macron. Lo schiaffo degli operai di Amens nei confronti di Macron, regala secondo i sondaggi due punti di popolarità dalla Le Pen. Sebbene Macron rimanga in testa con una percentuale del 59% contro il 41% di Marine Le Pen, è significativo che il candidato europeista sia sceso sotto la soglia del 60%, laddove mai era sceso da oltre un mese a questa parte. E due giorni fa il distacco era di venti punti (60 contro 40).



Prima del ballottaggio, però, ci sono ancora dieci giorni di campagna elettorale per convincere i francesi. E dopo gli operai Marine ha scelto di incontrare i pescatori, quella “Francia che si alza presto” che il suo rivale intende affossare perché “sconnesso dalla realtà”. Salendo a bordo di un peschereccio a Grau-du-Roi la candidata del Front National ha detto di voler dimostrare la sua solidarietà ai pescatori“mentre Macron propone una deregulation totale imposta da Bruxelles”. Nel frattempo il candidato di En Marche! ha fatto visita a una banlieu, ha firmato autografi, ha stretto mani (che poi probabilmente si è lavato) e ha giocato a calcio con alcuni ragazzi: “Qui Le Pen non viene. Perché lei dice solo che quelli come voi se ne devono andare” sono state le parole di Macron.

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In realtà, però, pare che la popolarità di Marine stia crescendo nelle periferie. Macron le ha riscoperte solo dopo aver avuto la certezza di andare al ballottaggio. In tutto nelle banlieu vivono circa 9 milioni di francesi e qui l’astensione al primo turno elettorale è stata molto più alta che nel resto del Paese, tra i 5 e 10 punti in più. Ad affermarsi in queste zone è stato Jean Luc Melenchon, il candidato di sinistra, che ha ribadito il suo non schierarsi a favore di nessuno dei due candidati per il ballottaggio.

La sfida, ora, è quella di conquistare gli elettori più giovani, gli studenti. ‘”Ni Marine, ni Macron, ni patrie, ni patron” (Né Marine, né Macron, né patria, né padrone) è stato lo slogan degli studenti delusi dai risultati del primo turno elettorale che ieri sono scesi in piazze a Parigi e nelle grandi città francesi. Infine, i sindacati, che in Francia riescono a unire i lavoratori al di là dell’appartenenza politica. Si ricorderà la grande mobilitazione contro la loi du travail, la legge sul lavoro, che ha bloccato il Paese per giorni lo scorso anno. Incrociarono le braccia indistintamente tutte le categorie professionali. In Francia le 35 ore sono sacre, è una delle più grandi conquiste a cui i francesi non sono disposti a rinunciare tanto facilmente. Nei programmi elettorali, Marine Le Pen ha più volte detto che la settimana lavorativa non si tocca, e sta scritto chiaramente nel suo programma. Emmanuel Macron, invece, vuole portare le ore lavorative da 35 a 39.

Alberto Palladino

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